AUTUN, DIOCESI DI

AUTUN, DIOCESI di. - Nella Francia centro-orientale, dipartimento della Saône-et-Loire. La sede episcopale è in A., situata su una collinetta nella zona tra la Costa d'Oro e i monti del Morvan, città che oggi conta 14.873 ab. Fu fondata tra il 15 e il 10 a. C. dall'imperatore Augusto, che le diede il suo nome: Augustodunum. Doveva sostituire Bibracte, l'antico oppidum degli Edui, situato a 25 km. sulla sommità del monte Beuvray. Niente fu risparmiato per darle splendore. Vi furono fondate le Scuole Meniane (Scholae Menianae), dove insegnò il rettore Eumeno. La città ebbe il

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AUTUN - Cattedrale di S. Lazzaro (sec. XIV).
suo Foro Marciale, costruito per ordine di Augusto, e un emporio fiorente fino a quando, nel sec. II, Lugdunum (Lione) divenne la capitale della Gallia lugdunese.

Possediamo un prezioso documento della fede dei primi cristiani edui nell'epitaffio greco di Pectorius (v.), scoperto presso A. nel 1893.

Il martire assai venerato in A. fin dall'antichità è s. Sinforiano, ricordato al 22 ag. nel Martirologio geronimiano; la sua passio non è priva di valore (BHL, 7967; W. Meyer, Fragmenta Burana, Berlino 1901, pp. 161-63).

I primi vescovi storici di A. sono: Reticio, che prese parte ai Concili di Roma, nel 313 e di Arles, nel 314, contro i donatisti, e Cassiano, che viveva nel 337. Verso il 450, era vescovo di A. Eufronio, l'amico di Sidonio Apollinare. Degni di essere segnalati sono pure i vescovi: EVAGRIO (v.), Leodegario (v.), e Adalgario che visse sul finire del sec. IX.
La diocesi, che comprendeva dapprima l'intera Civitas Educorum, fu smembrata nel sec. V per formare la diocesi di Chalon e, all'inizio del VI, per costituire le due diocesi di Mâcon e di Nevers. Conservò da allora i suoi confini fino al 1790.

Oggi è la prima suffraganza della metropoli di Lione e, dal 19 luglio 1855, i suoi vescovi portano i titoli delle diocesi soppresse di Chalon e Mâcon. Suoi confini sono quelli del dipartimento di Saône-et-Loire. La sua popolazione è di 525.796 ab., dei quali 520.000 cattolici. Conta 551 parrocchie, 531 sacerdoti diocesani e 30 regolari. Presso l'antico cimitero cristiano di A. sorse la basilica di S. Stefano ricordata da s. Gregorio di Tours (In gloria

confessorum, cap. 72) distrutta nel 1775; si ricorda anche l'antica basilica di S. Pietro ridotta in edificio civile nel 1792.

Tra le numerose abbazie, Cluny (v.), si ricordano l'abbazia e basilica di S. Sinforiano eretta alla fine del sec. V da Euponio poi vescovo di A., saccheggiate dai Saraceni nel 731; la chiesa ricostruita tra l'XI e il XII sec., bruciò nel 1570, rifatta nel 1734 venne demolita nel 1806 e l'altare maggiore fu traslato nella parrocchia di Notre-Dame.

L'abbazia di S. Martino, fondata dalla regina Brunilde nel 589, aveva una basilica a tre navate con preziose colonne marmoree e abside decorata di musaici dei quali rimanevano tracce ancora nel 1724; fu pure saccheggiata nel 731, rifatta e riconsacrata nell'870, trasformata nel 1795.

La Cattedrale dedicata a s. Lazzaro, iniziata nel 1120 fu consacrata da Innocenzo II il 30 dic. 1132. È a croce latina, a tre navate e transetto. Alla fine del sec. XII si aggiunse in facciata un portico con tre portali riccamente scolpiti rappresentanti scene tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento o dalla vita dei santi (Conversione di s. Eustachio, s. Girolamo che toglie una spina ad un leone). Nel timpano centrale il giudizio finale con la caratteristica psicostasia o pesatura delle anime; l'artista ha firmato: Gislebertus hoc fecit.

L'antica cappella dell'ospedale di S. Nicola con affresco di una Maiestas Domini fu ridotto nel 1861 in Museo Lapidario. - Vedi Tav. XXXIII.

Appartiene a questa diocesi PARAY-LE-MONIAL, SANTUARIO DI (v.).

BIBL.: A. de Charmasse, Cartulaire de l'Evêché d'A., Autun 1880; H. de Fontenay, Épigraphie autunoise, 2 voll., ivi 1883; id., A. et ses monuments avec un précis historique par A. de Charmasse, ivi 1889; L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, 2ª ed., Parigi 1900, pp. 174-82; J. S. A. Devoucoux, Origines de l'Église éduenne, Autun s. d.; V. Terret, s. V. in DHG, V, coll. 896-925. - Per i monumenti di A.: V. Terret, La cathédrale Saint Lazare d'A., in Mémoires de la Société éduenne, 43 (1919), pp. 267-92; P. G. Hamerton, A., Digione 1927. Antonio Soirat.

CONCILI DI A. - Il primo fu convocato sotto l'episcopato di s. Leodegario (659-70), ma la data è incerta; generalmente la si fissa verso il 670. Non avendone il testo originale, dobbiamo contentarci della redazione di Angers, oggi rappresentata dai mss. di Berlino, di Vienna e di San Gallo. Il canone primo suona così: «Se un chierico non sa esattamente il simbolo degli Apostoli o l'attestazione di fede di s. Atanasio, sia condannato dal vescovo». Tra gli altri canoni che seguono ve n'è anche uno di scomunica per i secolari che non si accostano alla sacra mensa nei giorni di Natale, Pasqua e Pentecoste.

Nel 1065 Ugo, abate di Cluny, convocò un'assemblea per far cessare le violenze e le depredazioni di Roberto I, duca di Borgogna. Il vescovo d'A., Aganone, aveva da lagnarsi per disordini suscitati dal duca di Borgogna. Costui fece mostra di entrare solennemente in A., senza però voler intervenire al Concilio. Ciò vedendo, Ugo andò a trovare il duca, e tanto bene si adoperò con le sue parole, che Roberto, profondamente commosso, rese la pace al suo popolo. Nel 1077, sotto la presidenza di Ugo di Die, legato del Papa, i Padri del Concilio si intesero con Ugo I, duca di Borgogna e nipote di Roberto I, per risarcire i danni e le violenze commesse dal nonno. Vi fu poi da esaminare la causa dell'arcidiacono di Reims, Manasse, accusato di aver comperato il suo episcopato. Manasse, che non si era presentato per difendersi, fu deposto.

Nel 1094 il Concilio, presieduto da Ugo di Die, scomunicò l'imperatore Enrico IV e l'antipapa Guiberto. Eude I, duca di Borgogna, che vi assisteva, prese l'impegno di restituire alla chiesa di A. le terre che le appartenevano.

BIBL.: Mansi, XIX, 1059; XX, 489; Ueo di Flavigny, Chronicon: PL 154; Ad. Ch. Peltier, Dict. des Conciles, V, 1, Parigi 1847, pp. 221-387; V. Terret, s. V. in DHG, V, coll. 922-25. Romualdo Souarn
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“AUTUN, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 308. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/autun-diocesi-di.