stro dei novizi nel detto cenobio (1785-95) e poi vicario generale della Congregazione (1799).
Tra le sue numerose pubblicazioni, di indole prettamente apologetica, vanno ricordate: Spiegazioni degli Inni Sacri dell'Ufficiatura della Chiesa Armena (Venezia 1814), e Commentario delle 14 lettere di s. Paolo (3 voll., ivi 1866-12). L'opera poi più vicina ai sentimenti della nazione armena fu l'edizione critica delle Opere di s. G. Narek (2 voll., Venezia 1801, 3a ed. 1859). Inoltre l'A. tradusse in armeno classico il De Civitate Dei di s. Agostino e compilò la Grammatica della lingua toscana (italiana), con spiegazione in armeno (trad. turca, ivi 1792). Un'opera di valore è la Grammatica armena, in due parti, la prima spiegata in armeno volgare, e la seconda in armeno classico (Venezia 1819).