AVVENTISTI (ADVENTISTS, SECOND ADVENTISTS)

AVVENTISTI (ADVENTISTS, SECOND ADVENTISTS).
Questo nome, che designa alcune sète protestanti di America, deriva dalla credenza dei loro fedeli nella seconda venuta di Cristo in terra. Fondatore ne Guglielmo Miller (n. a Pittsburgh nel Massachusetts il 5 febbr. 1782, m. a Low Hampton, Nuova York, il 10 dic. 1849) della confessione battista della Nuova Inghilterra, il quale fin dal 1831 iniziò la predicazione di una dottrina, da lui elaborata attraverso lo studio dei libri sacri, soprattutto dei profetici, ed esposta nel volume Evidence from Scripture and History of the Second Coming of Christ about the Year 1843 (Brandon [Vermont] 1842), riuscendo a far del proselitismo in mezzo agli stessi battisti e ai metodisti. Sua convinzione era che Cristo sarebbe nuovamente disceso sulla terra per regnare, con figura umana, in comunione con i Santi, per uno spazio di mille anni, nel corso dei quali avrebbe dovuto aver luogo l'esaltazione dei buoni e la condanna dei cattivi.

Dai calcoli fatti, prendendo come termini i 2300 giorni (da considerare come anni) della profezia di Daniele (8, 14), e computandoli dal ritorno di Esdra a Gerusalemme, posto nel 457 a. C., il Miller fissò addirittura l'anno della fine del mondo e quindi del secondo avvento, che secondo lui sarebbe dovuto cadere tra il 21 marzo 1843 ed il 21 marzo 1844; termine procrastinato poi da un suo seguace, S. S. Snow, al 22 ott. 1844, dopo la delusione, dallo stesso Miller confessata, per il mancato avvenimento, addendosi come motivo la non corrispondenza dell'anno ebraico con l'anno cristiano. Ma il trascorrere anche di quest'ultima data senza che nulla si fosse verificato, raffreddò molti dei nuovi proseliti che, a mano a mano, si allontanarono dal movimento centrale per riversarsi in grembo ad altre sète. Quelli che rimasero aderenti al Miller (ca. 50.000) furono riuniti dallo stesso in assemblea generale ad Albany il 25 apr. 1845, in seno alla quale vennero stabiliti i canoni fondamentali della loro fede, vertenti principalmente sull'imminente secondo avvento di Cristo, senza però fissare la data, e sulla risurrezione dei Santi per la vita del millenario, e fu adottato, come ufficiale della sète, il nome di «a.».

In processo di tempo, tuttavia, diversità di vedute divisero ulteriormente la comunità degli a., per cui sul ceppo originario, oggi quasi estinto, degli a. evan-gelici (Evangelical Adventists), da considerarsi come primigenio, si costituirono via via cinque nuove chiese, che, pur conservando in comune la credenza costituzionale e programmatica del ritorno fisico di Cristo, si differenziano fra di loro per caratteristiche pecuniari. Oggi perciò si annoverano gli a. cristiani, gli a. del settimo giorno, la chiesa di Dio, l'unio-ne della vita e dell'avvento, le chiese di Dio in Gesù Cristo.

Gli a. del settimo giorno (Seventh-Day Adventists), cosiddetti per la osservanza da loro praticata del riposo sabbatico, cominciarono ad organizzarsi fin dal 1844 nel New Hampshire, stabilendo la loro prima sede a Middletown, Conn. (1849), poi a Battle Creek, Mich. (1885), ed infine a Washington (1903). In corrispondenza con le altre sète di a., anch'essi ritengono prossima la seconda venuta personale di Cristo, trionfante nella gloria dei Santi, per il regno dei mille anni, alla fine del quale i buoni riceveranno il premio eterno e gli empi saranno dispersi. Anima di questi nuovi a. è stata Ellen Gould White, considerata, per l'ispirazione della sua predicazione, come una profetessa. Gli a. del settimo giorno costituiscono non solo il tronco più vasto di tutta la Chiesa cosiddetta avventista, per il numero dei membri, delle istituzioni e dei ministri, ma anche il meglio organizzato, sia nell'amministrazione interna spirituale e temporale, sia nel campo delle missioni estere, che abbracciano paesi di tutti i continenti.

Gli a. cristiani (Advent Christians), costituiti originalmente nella Nuova Inghilterra (1861), ove contano tuttora il maggior numero di aderenti, hanno la sede ufficiale a. Boston. Essi si oppongono in parte alle dottrine enunciate dagli a. evangelici, soprattutto nei riguardi dell'immortalità dell'anima, ritenendo questa non spettare assolutamente ai malvagi, i quali saranno ridestati dalla morte, alla fine del millennio, soltanto per ricevere la loro condanna ultima, essendo riservata ai buoni l'eternità, che, come premio, sarà loro attribuita da Cristo al secondo ritorno.

Intorno al 1864-65, dagli a. del settimo giorno si staccarono, sotto la guida del pastore avventista Cranmer, tutti coloro che si rifiutavano di accettare la parola «ispirata» di Ellen G. White, per costituirsi in comunità separata sotto il nome di Chiesa di Dio (Church of God), accordandosi, in quanto al resto, con le teorie generali dell'avventismo.

Per gli aderenti all'Unione della vita e dell'avvento (The Life and Advent Union), che costituiscono la minoranza della discorde famiglia degli a., il millenario è già passato e non è stato un periodo di serenità e di godimento, bensì di persecuzione e di sofferenze per i cristiani. Organizzatisi nel 1864, essi ritengono ancora che per i cattivi non ci sarà risurrezione e che la vita eterna sarà premio soltanto per i buoni.

Un'altra esigua schiera di a. separati, raccolti a Filadelfia nel 1888, con la denominazione di Chiese di Dio in Gesù Cristo (Churches of God in Christ Jesus, altrimenti detta Age-to-Come Adventist) ritiene che Cristo ritornando sulla terra stabilirà Gerusalemme come capitale del suo regno e restaurerà la nazione israelitica nel favore di Dio. Per questo motivo vengono anche chiamati restaurazionisti o restituzio-nisti.

BIBL.: H. C. Sheldon, Studies in Recent Adventism, Nuova York 1915; A. W. Spalding, Pioneer Stories of the Second Advent Message, Nashville, Tenn. 1922; M. E. Olsen, A History of the Origin and Progress of Seventh-Day Adventists, South Bend, Ind. 1925; A. L. Baker, Belief and Work of the Seventh-Day Adventists, Mountain View. Cal. 1930; F. D. Nichol, Signs of Christ's Coming, Washington 1938; A. Rettaroli, Protestanti a., Roma 1941.