AVVENIRE (L') D'ITALIA. - Quotidiano cattolico bolognese, fondato il 1° nov. 1896, per iniziativa dei cardd. Mauri e Svampa, da Giovanni Grosoli, presidente dell'Opera dei congressi e comitati cattolici, e da Giovanni Acquaderni, fondatore della Gioventù cattolica italiana, col titolo L'Avvenire e la direzione di Filippo Crispolti. Dal 1902 assunse il titolo attuale ed ebbe la direzione di Cesare Algranati (noto con lo pseudonimo di Rocca d'Adria) che ne fece il più vivace e battagliero tra i fogli cattolici italiani. Nel 1915 ne fu nominato direttore Paolo Cappa (poi deputato e senatore) che dette al giornale larga notorietà sia durante la guerra 1915-18, che al tempo del Partito popolare italiano. Nel 1923 il giornale passò al Centro nazionale con la direzione di Enrico Bolognesi, ma decadde e non riebbe l'antica Boridezza se non nel 1927 quando fu acquistato dalla Compagnia di S. Paolo. Da allora ne è direttore Raimondo Manzini, poi deputato alla Costituente e al Parlamento. La zona di diffusione del giornale, per accordi
intervenuti sotto l'egida dell'Azione Cattolica, comprende l'Emilia, il Veneto e la Toscana; con gli altri confratelli è collegato nel S.I.R. (Servizio Informazioni Romano) dal quale ha il notiziario romano e vaticano. Una particolare importanza, specialmente per merito di Raimondo Manzini e di Mario Luzzi, ebbe nel primo dopo-guerra la sua «terza pagina», divenuta il punto di incontro della giovane letteratura cattolica italiana, e dalla quale nacquero i convegni degli scrittori cattolici, il Pontespizio e il Ragguaglio.