AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'

AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI d'. - Uomo politico e letterato, n. a Torino il 24 ott. 1798, quartogenito di Cesare e di Cristina Morozzo di Bianzè, m. il 15 genn. 1866. Carattere geniale e indipendente, ebbe accurata e severa educazione familiare e presto sentì vivissimo il contrasto tra il chiuso, tradizionalistico ambiente della restaurazione e il nuovo spirito e i nuovi ideali del secolo. La decisione di recarsi a Roma per dedicarsi alla pittura e prepararsi a vivere del proprio lavoro, lo strappa al chiuso ambiente piemontese, l'aiuta a farsi italiano. Nel periodo romano, infatti, maturano nel d'A. l'italiano e l'uomo nuovo, che lo rendono avverso a congiure e moti e lo tengono lontano, al contrario del fratello Roberto, dalla rivoluzione piemontese del '21. Ma non si sottrae al fascino dell'idea nazionale, ed all'Italia pensa presto in termini di liberalismo moderato.

La pittura, che pure gli ottiene plausi e compensi,

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“AZEGLIO, MASSIMO TAPARELLI D'.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 346. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/azeglio-massimo-taparelli-d.