BABDER, FRANZ XAVIER BENEDICT VON

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BABDER, Franz Xavier Benedict von. - Filosofo e teosofo n. a Monaco di Baviera il 27 marzo 1765, m. ivi il 23 maggio 1841. Studiò medicina alle Università di Ingolstadt e di Vienna, poi mineralogia e geologia all'accademia di Freiberg. Un soggiorno di alcuni anni (1792-95) in Inghilterra lo mise in contatto con le correnti spirituali colà vigenti. Mentre dai sociologi inglesi, specialmente dal Burke attinse alcune delle idee fondamentali della sua teoria sulla società, l'empirismo ed il deismo contribuirono ad orientarlo verso la teosofia del St. Martin e del Böhme, che rimasero poi i maestri del suo pensiero. Ritornato in patria entrò in relazione di amicizia con lo Schelling e, in parte sotto il suo influsso, concepì il programma della «filosofia positiva» e si avvicinò al realismo ed al teismo. Nel 1826 fu chiamato alla cattedra di teologia speculativa dell'Università di Monaco. Le deviazioni però della sua dottrina ed il suo atteggiamento antipapale ed episcopalistico, per cui divenne un precursore del «vecchio cattolicesimo», condussero alla rottura con i suoi amici cattolici. Morì isolato, riconciliato sul letto di morte con la Chiesa.

B. fu uno dei pensatori più importanti del romanticismo e della restaurazione. La sua produzione letteraria comprende numerosi articoli, recensioni, memorie, ed anche esposizioni più ampie, benché non propriamente sistematiche cui attese nei due ultimi decenni della vita. Il B. mira ad essere anzitutto l'araldo di una filosofia religiosa per cui la fede cattolica diventi sapere speculativo. Ogni forma di sapere è «con-scientia» cioè partecipazione alla conoscenza divina. Solo accettando la fede e seguendo le sue ispirazioni l'uomo perviene a un retto uso della ragione e al suo pieno sviluppo. Anche la fisica vera è una scienza cristiana ed è da costruirsi sulla base dell'amatologia e della soterologia teologica. La filosofia della società deve fondarsi sul principio che gli individui possono unirsi soltanto mediante la fede, perché una fiducia reciproca presuppone la fiducia comune in Dio.

In teologia il B. segue le idee del Böhme, sviluppandole in rapporto ai problemi e motivi dell'idealismo contemporaneo, specialmente di Schelling e di Hegel. Dio riassume nella sua essenza il dualismo di natura e di spirito. Il rapporto fra questi due momenti originari viene elevato, per un processo immanente ed eterno, dalla indifferenza primitiva ad uno stato di completa subordinazione della natura allo spirito. Da questo primo processo «logico», per cui Dio si realizza come perfetta «soggettività» spirituale, è da distinguere il processo reale ed emanativo, per cui Egli si sostanzia in Tre Persone. B. connette però questo secondo processo con i momenti del primo fino a porre in pericolo la consustanzialità delle Persone Divine. La creazione è diversa dai processi nominati, e concepita come una specie di prolungamento ad extra delle produzioni inferiori. L'idea divina, che nel Logos è divenuta idea viva ed annunziante, raggiunge nella creazione lo stato di idea enunziata e particolarizzata. La concezione dell'essere finito del B. è teopantistico: le creature non esistono per sé e fuori del Creatore. L'etica è interamente basata sulla sua teoria del peccato originale e dell'incarnazione; il concetto centrale non è quello della legge o del dovere morale, ma della incollandizione delle forze discordi della natura caduta, e della riconquista dello stato di armonia integrità, proprio del primo uomo. In Cristo è riapparso l'uomo come doverosa essere, in cui cioè libertà e legge coincidono. Benché il B. non trascuri il lato morale della partecipazione alla grazia del Redentore, la considera tuttavia piuttosto sotto un aspetto cosmo-fisico, ed inclina perciò verso un certo naturalismo etico.

L'influsso postumo di B. è stato relativamente limitato. V. S. Soloviev e N. Berdiaev lo hanno considerato come uno dei maestri della saggezza cristiana.

BIBL.: Edizione completa: F. V. B. sàmtliche Werke, 16 voll., Lipsia 1851-60. - Opere principali: Fermenta cognitionis, I-IV. Derbini, fasc. 1, Stoccarda 1928; fasc. 2, 3, 4, Münster, 1830-1836; fasc. 5, Monaco 1838. - Edizioni parziali: F. B., Grundzüge der Societätsphilosophie, Hellera 1917, - Studi: A. Stoeckl, Geschichte der neueren Philosophie, II, Magonza 1883, pp. 326-369; F. Werle, Der Mystiker F. V. B., Lipsia 1924; D. Baumgardt, F. V. B. und die philosophische Romantik, Halle 1927; J. E. Erdmann, Die Entwicklung der deutscher Spekulation seit Kant, III, Stoccarda 1931, pp. 287-340. Beda Thum