BAAL (ba'al = «signore, padrone, possessore»). - Divinità adorata da quasi tutti i popoli del vicino Oriente ed in Africa. Nella Bibbia è designato con l'articolo (hab-ba'al), omesso nei documenti di Ras

(fot. Musci Vaticani)
Dal luogo dove era adorato, o verso il quale si supponeva aver predilezione, o dall'ufficio attribuibili, sorsero molteplici denominazioni (ipostasi) di B. (Baalim) : Baalsamin (Balsamen) = B. del cielo, B. del Libano, B. Bērīth (dell'alleanza), B. Markodes (della danza?), B. Mrp (sanatore), Beelphegor (v.), Beelsephon (v.), Beelsebub (v.). Il territorio cananeo, prima dell'invasione israelitica, era ripieno di Baalim. Presso alcuni popoli, B. era adorato sotto altro nome, ma con le stesse prerogative: Mekal a Beisan, Rešēph-Seth in Egitto, B. Šamin, Malak Bel, Jarchi Bel, Agli Bol a Palmira, B. Hammōn a Cartagine, Tešup tra gli Hittiti e i Hurriti, Melqart (v.) a Tiro, Hadad (v.) tra i Cananei.
E. Dhorme pone il culto di B. in connessione con l'idea che i nomadi avevano della divinità protettrice, che, in simbiosi coi membri della tribù, era considerata non solo padre, madre, fratello, parente, ma anche « padrone » o Baal; col moltiplicarsi degli dèi, si moltiplicarono i Baalim, di guisa che ogni città ebbe il suo B. e la sua Baalal (I Sam. 7, 3 sgg.; 12, 12); dal culto amorro di « B. delle alte cime », nacque il B. del cielo, il B. Šim, Balsamen. Secondo F. Cumont, B. è il dio della tribù da cui in cambio della protezione, esigeva adorazione; la sua sovranità si estendeva col considerare clienti gli adoratori stranieri, per cui B. diveniva dio universale; « padrone » della terra perché la feconda, risiede in cielo da dove elargisce pioggia e calore (B. della fertilità). Secondo W. R. Smith, si passa dal concetto di terra di B. (zona fertile, quindi preferita dal dio) a quello di B. possessore di quella terra. Dio della fertilità, divenne regolatore delle acque e della pioggia, colui che presiede alla produzione della vita animale e alle relazioni sessuali, quindi il marito della terra; il principio maschile. Si ritiene più probabile, con Vigouroux e Lagrange, che il nome B. implichi un attributo della divinità, supponendo l'esistenza di un dio padrone e signore dell'universo.
I documenti di Ras Šamrah (v.) ne lumeggiano la figura. Secondo il mito di Baal e Alejan-Baal, B. è uno dei 70 figli di Ašerat del mare e padre di Alejan-B. A differenza degli altri dèi, non ha tempio finché 'Ašērāh non gliene ottiene la costruzione, eseguita con mattoni e cedri sulle cime del Šaphon (M. Casio?), da Košer, Hasis ed Hjōn, che vi aprono un abbaino perché B. « il cavalcatore delle nubi » possa emettervi la voce santa. La dedicazione è celebrata con ecatombi di buoi, montoni, capri, vitelli, agnelli. B. (con Alejan-B.) essendo in lotta con Mōt, genio delle mèsi estive (quindi della siccità), è il dio delle acque benefiche che fanno germogliare e crescere le piante. Eliminandosi a vicenda, B. (ed Alejan-B.) scende nelle viscere della terra al tempo delle mèsi, Mōt al tempo delle piogge. Mōt dalla dimora tenebrosa invia un messaggio che per arrivare a B. dovrebbe trafiggere Līn (il Leviathan biblico?), serpente tortuoso dalle sette teste. A B. (e Alejan-B.) appartengono le nuvole, il vento, il fulmine, le piogge, i sette giovani, gli otto porci, la casa della luce e il lampo. Risorto, B., accompagnato dalle figlie (Pidrija, figlia della luce, Talija, figlia dell'abbondanza, ed Arsija) sale sulle cime del Šaphon, dove è l'oro, cacciandone l'usurpatore Šaphon. Dopo di che 'Anat uccide Mōt, restituendo così alla terra lo spirito della vegetazione.
B. era venerato sui terrazzi delle case (Ier. 32, 29; II Reg. 23,12), nei templi (I Reg. 16,32; II Reg. 10, 21-27; 11,18) e specialmente sui bāmōth (v. BRAHMÃ); cf. Ier. 19,5; 32,35; I Reg. 18,20. Intorno alle are si erigevano gli ḥammānīm e si offrivano a B. anche vittime umane. Tali riti, crudeli e impudicissimi, sono esecrati dalla Bibbia (I Reg. 18,19-25; II Reg. 10,19; Ier. 19,5; 32,35).
Il culto di B., nonostante la severa proibizione della legislazione mosaica, fu caro anche agli Israeliti. Al tempo dei Giudici adoravano i Baalim e le 'Ašērīm (Judc. 2,11-13). Sotto Achab, genero di Ithobaal II di Tiro, nel regno di Israele si contavano 450 sacerdoti di B. e 400 di 'Ašērāh e solo 7000 uomini ne rifiutarono il culto. L'energica reazione di Elia culminò con la sfida del Carmelo (I Reg. 16; 18,16-40). Promosso di nuovo da Ochozia, fu osteggiato da Ioram e sradicato da Iehu (I Reg. 22,54; II Reg. 3,2; 10, 18-28). Atalia l'introdusse anche in Gerusalemme, ma l'abolì Ioas (II Reg. 11, 18; II Par. 23,17). Rimesso in onore da Achaz e Manasse, fu combattuto da Ezechia e Giosia (II Reg. 18,4; 21,3; 23,4-5). Però i sacerdoti di B. operarono fino all'esilio, dopo il quale il culto di B. scompare (Ier. 2,8, 2,5; 7,9; 9,14 agg.). Alcuni nomi biblici terminanti in B. furono poi mutati in bōšeth (« ignominia »): Isboseth per Isbaal, Mefiboseth per Mefibaal, ecc.