HADAD

HADAD. - In tutta l'Asia antica occidentale il dio della tempesta, del fulmine e della pioggia era una delle più cospicue divinità del pantheon di ciascuna delle numerose nazioni che vi abitavano. Questo dio era chiamato dagli Aramei H. e dai Babilonesi e Assiri Adad o Addu, mentre i Sumeri avevano il nome di Iskur per designarlo. Ma altre nazioni di quelle regioni lo adoravano sotto altri nomi. Esso apparteneva anche al pantheon degli Elamiti, degli Urartei (Biainei), degli Hurriti, dei Cananei, degli Hititti e delle numerose altre schiattelle dell'Asia Minore.

Dappertutto si riteneva che fosse lui a scagliare il fulmine che schianta ed incendia gli alberi della foresta, a mandare la pioggia che può essere tanto benefica quanto malefica, e a far spirare il vento e l'uragano. Perciò lo si raffigurava con la folgore trifida in una mano e con l'ascia e il martello nell'altra. Spesso è rappresentato in piedi sulla schiena di un toro, che era il suo animale sacro, poiché si riteneva che il tuono non fosse altro che il muggiato del toro di H. Presso i Cananei esso era il dio primale e portava perciò il nome di Baal, ossia "signore" per eccellenza. Dio principale esso era pure presso gli Hititti: l'Impero hitita stava sotto la protezione del loro dio della tempesta. I Babilonesi e Assiri lo adoravano specialmente quale dio della mantica, nella quale era associato al dio del sole Samas, poiché i fulmini e tutto ciò che avviene nel cielo costituiscono fenomeni dai quali può stabilire il futuro.

BIBL.: G. Furlani, La religione babilonese e assira, I, Bologna 1928, pp. 227-35.