ILITIA (ΕἸΛΕΊΒΩΣ)

ILITIA (Εἰλείβωσ). - In Creta Ἐλεύβωσ, in Laconia Ἐλέβωσ, nella letteratura Ἐλεύβωσ, forse dalla radice ελυβ con significato di « venire (alla luce) »; latino Ilithyia*. È la dea che aiuta a portare felicemente a luce i parti, funzione che l'ha fatta assimilare, fino a divenirne epiteto, ad Era e ad Artemide e rispettivamente, presso i Latini, a Giunone Lucina e a Diana.

Il suo culto, antichissimo, era diffuso in vari luoghi della Grecia, specialmente a Delo, Delfi, Attica, Tegea. A Creta, Omero (Od., XVIII, 188) menziona una grotta sacra dedicata a I. Gli scavi eseguiti nella città di Lato

(Priansos) hanno messo in luce iscrizioni in cui la dea è associata a divinità del giuramento, ciò che, secondo il Nilsson, farebbe di I. anche una tutrice del diritto privato.

In Roma I. ebbe solenne sacrificio durante i Ludi secolari (17 a. C.) celebrati da Augusto, che le offrì la libazione di 27 focacce nella seconda notte della festa, come è documentato dal processo verbale (Commentarium) della medesima ov'è riportata la preghiera alla dea, invocata al singolare (come fa anche Orazio nel Carme Secolare, 17, dove le dà gli epiteti di Giunone Lucina e Genitale), mentre dalla menzione del Commentarium (deis Ilithyis), dal numero delle focacce (3 × 9 = 27) e per analogia con le tre Moirae, cui fu fatto il sacrificio nella prima notte, si ricava che anche in Roma, come in Grecia, I. fosse invocata anche al plurale: Εὐαέθωσι, Ilithyiae.

BIBL.: Sybel, s. V. in Roscher, Lexikon, I, coll. 1219-21; O. Jessen, Eileithyia, in Pauly-Wissows, V, coll. 2101-10; Th. Mommsen, I commentarii dei Ludi secolari Augusti e Severiani, in Mon. antichi della R. Acc. dei Lincei, 1 (1891), pp. 651-53; G. B. Pighi, De Ludis saecularibus populi Romani Quir., Milano 1941, p. 127; M. P. Nilsson, Geschichte der griech. Religion, I, Monaco 1941, p. 290. Nicola Turchi
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“ILITIA (ΕἸΛΕΊΒΩΣ).” Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), p. 943. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/ilitia-eileibos.