INCUBAZIONE

INCUBAZIONE. - Dal lat. in-cubare «giacer
dentro» (sottintendendo un tempio o altro luogo
sacro, tcd. Tempelschlaaf) è un rito connesso con il
culto della Terra Madre, il contatto diretto con la
quale, che nel suo senso custodisce le salme dei tra-
passati, è capace di fornire responsi e sogni premo-
nitori. Perciò Euripide (Ecuba, 70; Ifigenia in Tau-
ride, 1234) chiama i sogni figli della Madre Terra.

Il luogo della giacitura può essere o la terra, come a
Dodona (v. DONNA, ORACOLO di), dove i sacerdoti dor-
mavano sul nudo suolo, o, più spesso, un tempio, dove
era più facile l’assistenza del sacerdozio addetto al san-
tuario e in possesso delle conoscenze tecniche relative
all’interpretazione dei sogni e degli oracoli.

Le notizie più abbondanti circa il rito dell’i. si rife-
riscono al culto di Asclepio (Esculapio), dio della medi-
cina, divinità ctenica, come si rileva dal rito dell’i. e dal
serpente, animale ctenico, che è il suo simbolo costante.
Nel suo santuario di Epidaur (Argolide), in quello del-
l’Isola di Cos (Caria) e in Roma nel santuario costruito
nell’Isola Sacra, sul luogo dell’attuale basilica di S. Bar-
tolomeo, nel 233 a C., in seguito ad un’epidemia, si pra-
ticava il rito, che consisteva nello stendersi sul pavimento
del santuario attendendo il sogno rivelatore del dio, re-
lativo alla guarigione della malattia.

Al tempio era addetto un sacerdote che applicava
ricette empiriche: cenere, miele, vino e sangue di un
gallo bianco.

Coma pratica popolare di devozione in onore del
santo patrono, senza attesa di oracoli o di sogni, l’i. si
pratica tuttora dai fedeli nelle chiese in varie località.

Bibl.: L. Deubner, De incubatione, Lipsia 1900; A. Dieterich, Mutter Erde, Berlino 1913, p. 60; H. Leclercq, Incubation. in DACL, VII, 1, coll. 511-17. Nicola Turchi