BABILA, SANTO, MARTIRE

BABILA, santo, martire. - Vescovo di Antiochia, nel 250. Sarebbe quel vescovo che non permise all'imperatore Filippo di entrare in chiesa se non dopo aver fatto la penitenza impostagli. Così il *Chronicon Paschale* (che riferisce la testimonianza del vescovo antiocheno Leonzio, m. nel 358) e il *Liber in s. Babilam*, attribuito da molti a s. Giovanni Crisostomo; Eusebio riferisce pure tale fatto, ma non indica né il nome del vescovo, né quello della città.

Secondo Eusebio, B. morì in prigione ad Antiochia, mentre il Crisostomo seguendo una tradizione meno sicura, dice che fu decapitato. Sepolto nel cimitero cristiano della città, fu fatto trasportare nel sobborgo di Dafne dal cesare Gallo (351-54) e nuo-

vamente rimuovere da Giuliano l'Apostata. I Martiri logi siriaco, geronimiano e romano lo ricordano al 24 genn. con tre bambini.

BIBL.: Eusebio, Hist. eccl., VI, 34 e 39; G. Crisostomo (dubbio), Liber in s. Babylon contra Iulianum et contra Gentiles, 6 e 11; PG 50, 541 e 549-50; Chronicon Paschale, ed. L. Dindorf, I, Bonn 1832, pp. 503-504; Martyr. Hieronymianum, pp. 59-60; Martyr. Romanum, pp. 33-34; P. Franchi de Cavallieri, in Note Allegoriche, VII (Studi e Testi, 49), Roma 1928, pp. 147-48; H. Delchaye, Les origines du culte des Martyrs, 2a ed., Bruxelles 1933, pp. 36, 54, 193-95 e passim.