BAHR EL-GAZAL, VICARIATO APOSTOLICO DI

BAHR el-GAZAL, VICARIATO APOSTOLICO di. - Vicariato dal 1917, prefettura dal 1913 per divisione di Khartum (v.), questa missione, diretta dai Padri delle missioni africane di Verona, comprende oggi la parte meridionale del Sudan, tra il Bahr el-Arab e il Bahr el-Gebel, esclusa però la provincia del Nilo superiore. La superficie è di 300.000 kmq., la popolazione di 592.000 ab., di diverse tribù, tra cui principali i Denca, pastori, e gli Azande (o Nimani). Agricoltori; oltre queste due razze predominanti, vi sono poi altre tribù minori, tra cui i Giur, i Belanda, i Bongo, i Kresh, i Ndogo. Religione l’animismo al sud e ad oriente, animismo fortemente arabizzato fra le tribù nord-occidentali. Alla sua creazione la missione era assai più vasta di adesso, comprendendo anche la provincia del Mongalla, del Nilo superiore e dell’Uganda settentrionale.

La prima attività missionaria si svolse nei due centri di Wau al nord e di Gulu al sud; assai restio, anzi ostile il primo, data la preponderanza musulmana (quella stazione fu incendiata due volte), più rispondente il secondo. Ma a Wau la costanza e la intraprendenza della missione, specialmente nel settore scolastico, ebbe ragione dell’ambiente, e al sud l’apostolato si sviluppò in modo consolante. Intorno alla residenza centrale (Wau), con la stazione di Kayango si evangelizzano i Golo e i Ndogo; con quella di Kajok i Denca, con quella di Demziber e di Ring i Kresh; quella di Mbili tenta di guadagnare i Giur, difficili; e quella di Yubu-Camp gli Azande; per i Madi, più ad oriente si apre Palaro, e fra i Belanda si fonda il villaggio di libertà (Raffili) per gli schiavi liberati. A Yubu nel 1930 si aprì una scuola normale per la formazione dei catechisti di tutte le razze.

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Bahr el-Ğebel. - Campane della Missione d'Isoke (Sudan Anglo-Ediziano).

Al sud e al sud-est, nella regione più propriamente nilotica del nord-Uganda, l'apostolato ebbe più facili e più spediti risultati; centro di irradiazione la stazione di Gulu, tra gli Acioli, dove si aprì una scuola di arti e mestieri e poi una normale per catechisti (1919). Altre stazioni di questo settore, aperte spesso tra la viva reazione dei protestanti, furono quelle di Ngal tra gli Aluro, Kitgum tra gli Acioli e i Baganda, Moyo tra i Madi, Arna tra i Loguara, Torit fra i Letuko, Rejaf fra i Bari. Nel 1922 tutta questa zona, assai più promettente di quella del nord venne staccata dal vicariato per costituire la nuova prefettura (ora vicariato) Nilo equatoriale (v.). Nel 1932 la missione incominciò la pubblicazione di un giornaletto (The Messenger) per gli impiegati civili cattolici delle tre province del Dudan meridionale e i maestri elementari delle stazioni missionarie: nel 1934 si aprì il seminario.

Attualmente (1948 ultimo resoconto) il vicariato ha 40 Padri, più 3 sacerdoti indigeni, 20 fratelli, 41 suore (Pie Madri della Nigrizia, dal 1919); la missione impiega 402 tra catechisti e catechiste, e 275 maestri e maestre. Le scuole elemi sono 103 con 5934 allievi, 1 media con 118, 5 professionali con 98 apprendisti. Le opere di carità sono rappresentate da 13 ambulatori, 6 orfanotrofi, 2 gerontocomi, 3 piccoli lebbrosari. I cattolici sono 38.387.

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BIBL.:** Guida delle Missioni, Roma [1935], p. 224; La Nigrizia (Verona 1883), dal 1917 in poi; S. Santandrea, L'Africa to-tografo a casa sua, ivi 1938; G. B. Tragella, Italia Missionaria, Milano 1939, pp. 321-327; Archivio di Prop. Fide, Prospectus status missionis, posiz. prot. n. 4416/48.