BAHRAM V DI PERSIA

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BAHRAM V di PERSIA. - Persecutore, figlio di Jezdegerd, cui successe come imperatore di Persia dall’anno 420 al 438. Continuò con accanimento sempre maggiore la persecuzione iniziata contro i cristiani sotto il padre, durante la quale perirono numerosi vescovi e preti e furono specialmente colpiti i funzionari ed i nobili convertiti, come Giacomo l’Interciso, Ormisda, Suene e Giacomo notaio (Teodoro, Hist. ecol., V, 38). Molti sfuggirono alla morte con l’apostasia; altri varcando la frontiera occidentale si rifugiarono in territorio romano. I Persiani richie

sero i fuorusciti ai Romani. Non tardò a scoppiare la guerra tra i due imperi, con esito sfavorevole per i Persiani e B., costretto alla pace, dovette promettere di lasciare ai suoi sudditi la libertà religiosa (422). Durante la guerra, il vescovo Acacio di Amida riuscì a riscattare con il prodotto della vendita dei vasi e dei paramenti della sua chiesa, 700 persiani caduti prigionieri (Socrate, Hist. ecles., VII, 21).

BIBL.: F. Justi, in Grundriss d. iran. Philol., II, Strasburgo 1904, p. 512 seg.; J. Labourt, Le Christianisme dans l’empire perse sous la dynastie Sassanide, Parigi 1904; A. Cristensen, L’empire des Sassanides, le peuple, l’Etat, la cour, Copenhague 1907.