BAHRDT, KARL FRIEDRICH. - Teologo protestante, l’« enfant terrible » della « Aufklärung » teologica, n. il 20 ag. 1741 a Bischofswerda, m. a Halle il 23 apr. 1792. Cresciuto nel vizio, il giovane B. aveva trascurato gli studi, ma pur divenne « magister » e predicatore a Lipsia, dove si acquistò un nome per la sua eloquenza, alla quale deve i successi che ottenne anche in seguito. Dal 1766 al 1768 fu professore di filologia ecclesiastica, ma a cagione della sua vita immorale, dovette lasciare questa cattedra e insegnò successivamente scienze profane a Erfurt, Giessen e Halle.
Dovunque professava audacemente il prezzo deismo, negando ogni rivelazione. Nell’opera: System der moralischen Religion presentò Cristo come grande « naturalista ». Espulso finalmente dall’insegnamento universitario, divenne oste in una vigna presso Halle, ove fondò anche una società massonica. Nel 1789 fu imprigionato e scrisse romanzi immorali e la sua autobiografia. Pubblicò molte opere dal 1768 al 1791 sul Vecchio e Nuovo Testamento, con pretese storico-filologiche, ma prive di valore scientifico.