BAHURIM. - Località (ebr. Bahurim «giovani» : contrada dei giovani; secondo J. Fürst e J. P. van Kasteren: «luogo profondo») della tribù di Beniamin, in prossimità di Gensaalemme, sulla via tra questa e Gerico. Li Michol, recandosi da Gallim a Hebron, si separò da Phaltiel (II Sam. 3, 16; Settanta Βαρχικη), li Semei maledi il re David fuggitivo gettandogli sassi dalle alture (ibid. 16, 5; Settanta Βαυρικη), li si nascosero in una cisterna Gionata e Achimaas (ibid. 17, 18; Settanta Βαυρικη). Di B. era il capomilizia di David, Azmaveth o Azmoth (hab-barhumī, Volgata de Beromi, ibid. 23, 31, meglio hab-bahārāmī in I Par. 11, 33, Volg. bauramites). Era a sud di Gallim (patria di Phaltiel: II Sam. 25, 44), a est dal Monte degli Ulivi.
Il Targum di Jonathan l'identifica a torto con 'Almit, che risponde invece alla città levitica Almon o Almath. (Ios. 21, 18; I Par. 6, 60, ebr. 6, 45) presso Anathoth B. è l'attuale Rās et-Tmīm, sito prossimo all'antica via di Gerico, ove è stata rinvenuta ceramica protolaraelita, seleucida e romana. Salendo da Gerico, l'Anonimo Piacentino scrive (a. 570): «Non longe ab Hierusolima venimus in Baorin, deinde ad sinistram ad oppida Oliveti montis in Bethania» (ed. P. Geyer, Itinera Hierosolymitana saecc. IV-VIII [CSEL, 39], Vienna 1898, p. 170).
I codici della recensione lucianea dei Settanta hanno Χορραμ (II Sam. 16, 5), come Fl. Giuseppe (Χωρανός: Ant. Iud., VII, 9, 4), e Βατθχορρων (Fl. Giuseppe, ibid., 7; Βοχχορης)
