BARBARIGO, GREGORIO, beato. - N. a Venezia da Gian Francesco e Lucrezia Leoni il 16 sett. 1625, m. a Padova il 18 giugno 1697. Compiuti i suoi studi a Padova accompagnò l'oratore veneto Alvise Contarini a Münster in occasione delle celebri trattative per la pace della Germania. Ritornato a Venezia fu eletto Savio agli Ordini, ma Fabio Chigi che lo aveva conosciuto a Münster lo esortò ad entrare nel clero; nel dic. 1655 fu ordinato prete a Venezia. Il Chigi, diventato Alessandro VII, lo volle presso di sé a Roma nel 1656 e lo creò suo prelato domestico affidandogli importanti incarichi. Nominato vescovo di Bergamo il 10 luglio 1657 e creato cardinale il 5 apr. 1660 fu richiamato a Roma nel 1663 e poi, nell'apr. 1664, trasferito alla diocesi di Padova. L'attività pastorale iniziata a Bergamo ebbe campo di esplicarsi con grande frutto a Padova con la illuminata beneficenza, con le

visite pastorali. Cura tutta particolare ebbe per il riordinamento dei seminari tridentini, che attraversavano alla porta un periodo di decadenza. Cominciò con quello di Bergamo, ma a Padova manifestò ampiamente la sua geniale attività, sollecitata dalla sua multiforme cultura e dal decadimento in cui erano caduti gli studi ecclesiastici nella stessa Università padovana. Trasferito il seminario nel soppresso monastero del Vanzo e ridotto a miglior forma, attese a promuovere gli studi del latino e del greco, per i quali quel seminario conservò ottima rinomanza durante tutto il sec. XVIII, e a riordinare gli studi ecclesiastici secondo i nuovi bisogni proponendo nuove Regulae studiorum da lui stesso dettate (cf. S. Serena, *L'Opera del card. b. G. B. nel Seminario di Padova*, Padova 1938, p. 33 sgg.). Nel 1684 fondò accanto al seminario una nuova attrezzatissima tipografia per la stampa dei testi scolastici, dei classici, dei Padri; e la volle fornita non soltanto dei caratteri greci, ma anche di quelli arabi, siriani, armeni e persiani, perché il B. teneva anche gli occhi aperti sull'Oriente, nella speranza di contribuire al
riavvicinamento religioso di quelle genti (cf. S. Serena, *Il card. G.B. e l'Oriente*, Roma 1938). In questo il B. servi di modello ad altri prelati per l'incremento dei loro seminari. Il B. partecipò ai Conclavi del 1667 e del 1669, dai quali uscirono Clemente IX e Clemente X. In quello del luglio 1676 alcuni cardinali proposero la sua candidatura ma egli fece convergere i voti su colui che fu Innocenzo XI. Nel Conclave del 1689, quando la sua elezione pareva bene avviata, promosse l'elezione di Alessandro VIII. Morto questo, raccolse nel nuovo Conclave (1691) sino a 35 voti; ma anche questa candidatura fallì, perché troppo si temeva la rettitudine del B. (cf. S. Serena, *Il card. G.B. ed il Conclave del 1691*, Padova 1933).
Fu beatificato da Clemente XIII il 20 sett. 1761. Opere: *Scritti inediti del b. G.B.*, pubblicati da P.A. Uccelli, Parma 1877; G. B., *Lettere pastorali, editti e decreti, pubblicati in diversi tempi*, Padova 1920; *Quarantadue lettere del b. G. B. a Giov. Pastrizio*, con pref. e note di S. Serena, Padova 1938; *Clarorum Venetorum ad Antonium Maglabechium epistolae*, II, Firenze 1746, p. 28 sgg.; *Lettere del b. G. B. a M. A. Ferrazzi*, Padova 1934.