BARLAM E IOASAPH (IOSAPHAT)

BARLAM e IOASAPH (IOSAPHAT). - Sono due principali personaggi di un romanzo agiografico tradotto dal georgiano in greco dal santo iberico Eutimio l'Agiarita (m. il 13 maggio 1028) e tradotto in latino, nel 1048, da un Latino residente alla corte di Costantino Monomaco. Lo stesso testo georgiano deriva probabilmente da una versione araba. Tali sono le conclusioni alle quali è giunto recentemente il p. Peeters (La première traduction latine de «B. et J. » et son original grec, in Analecta Bollandiana, 49 [1931], pp. 276-312), in contrasto con l'opinione comune che fra risalire almeno al principio del sec. VII la leggenda greca composta da un certo monaco Giovanni della Laura di Màr Saba, erroneamente identificato in seguito con s. Giovanni Damasceno. La prima edizione del testo greco è stata data nel 1832 da F. Boissonade (Anedota graeca, IV, pp. 1-365). Fin dal sec. XI, la traduzione latina di questo romanzo cominciò a circolare in Europa e divenne la fonte di una letteratura ricchissima in versi e in prosa, accresciutasi ancora ai nostri giorni. Se ne trovano traduzioni e adattamenti in quasi tutte le lingue occidentali. E dalla stessa versione greca è stata sfruttata in siriaco, in armeno, in etiopico, in ebraico. Il romanzo in questione non è che un adattamento della leggenda indiana di Buddha ad un soggetto cristiano. Oltre alla leggenda indiana l'autore ha anche utilizzato delle fonti cristiane, specialmente l'Apologia di Aristide che vi fu appunto ritrovata, e vi è riportata quasi per intero.

Solo più tardi, cioè a partire del sec. XVI, alcuni editori di martirològhi hanno avuto la malaugurata idea di trasformare in autentici beati indiani i personaggi immaginari di B. e I. e di iscriverli nei loro cataloghi, e soprattutto nel Martirologio romano del Baronio, Roma 1584, al 27 novembre.

BIBL.: Oltre alle fonti segnalate: K. Krumbacher, Geschichte der byzantinischen Literatur, 2a ed., Monaco 1897, p. 889; U. Chevalier, Biobibliographie, I, 2a ed., Parigi 1905, pp. 434-45; J. van den Gheyn, s. V. in DTHC, II, coll. 410-16; J. Harris, The Sources of B. and J., in Bulletin of John Ryland's Library, 33 (1925); G. Moldenhauer, Die Legende von B. und J. auf der iberischen Halbinsel, Halle 1929; A. Fliche-V. MARTINO G, Storia della Chiesa, vers. ital. A. P. Frutaz, V. Torino [1945], pp. 520-21. Martino Jugic