BASTARD D'ESTANG, JEAN-FRANÇOIS-AGUERSTE

BASTARD D'ESTANG, JEAN-FRANÇOIS-AGUERSTE. - Paleografo ed archeologo francese, n. a Nogaro l'11 dic. 1792, m. nel castello di Bachac (presso Bouglon, dip. Lot-et-Garonne) il 16 apr. 1883. Ufficiale di cavallería al seguito di Napoleone, si segnalò più volte in combattimento, ma il suo nome è legato soprattutto all'attività scientifica, di cui sono documenti vari studi di archeologia (notevoli soprattutto i suoi Etudes de symbolique chrétienne, Parigi 1861), e tre raccolte di carattere paleografico, rimaste purtroppo tutte incompiute: Librairie de Jean de France, premier duc de Berry (grosso volume in-folio, sospeso nel 1835 dopo la tav. 32a); Costumes de la cour de Bourgogne sous le règne de Philippe III dit le Bon (interrotto dopo il 5a fascicolo, di complessive 25 tavole, nel 1844); Peintures et ornements des manuscrits, classés dans un ordre chronologique, pour servir à l'histoire des arts du dessin, depuis le IVe siècle de l'ère chrétienne jusqu'à la fin du XVIe siècle.

Quest'ultima opera, concepita secondo un disegno veramente grandioso, fu iniziata nel 1832 con l'intento di raccogliere in fac-simile un gran numero di miniature di codici, importanti sia per la paleografia sia per l'arte della decorazione del manoscritto. Era divisa in tre sezioni: la prima paleografica, la seconda della miniatura francese, la terza della miniatura straniera. Se ne iniziarono due edizioni, una destinata al governo francese (1835) e un'altra agli stati esteri (1832): entrambe avevano in comune la prima sezione (delle 120 tavole previste in furoso pub- blicate 75), mentre la seconda e la terza ebbero sviluppo diverso. Dell'edizione per il governo francese si hanno più esemplari, alcuni con 104, altri con 112 tavole della seconda sezione: di quella per l'estero si pubblicarono 128 tavole della stessa sezione. Della terza, appena iniziata, non esiste praticamente che un solo esemplare alla biblioteca nazionale di Parigi, cui la famiglia del B. cedette il copioso materiale raccolto dallo studioso. Le complicate vicende editoriali hanno inciso profondamente sulla sorte di quest'opera, cui il governo francese contribuì con la somma di oltre un milione: rarissimi sono gli esemplari con notevole numero di tavole; le copie reperibili nelle nostre biblioteche comprendono di norma 16 fascicoli, di 8 tavole ciascuno, compresi tra gli anni 1832 e 1860 (v. Roma).

BIML: G. Ollendorff, s. V. in La grande Encyclopédie, V. p. 659; H. Leclercq, s. V. in DACL, II, coll. 114-15. - Importanti, ai fini della valutazione dell'opera del B. e per comprendere il disegno, sono due lavori di L. Delisle, L'œuvre paleographique de M. le comte de B., in Bibl. de l'Ecole des Chartes, 43 (1832), pp. 408-523, e Les collections du comte de B. d'É. à la Bibliothèque nationale, Nogent-le-Rotrou 1885.

Alessandro Pratesi