BECCARI, JACOPO BARTOLOMEO

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BECCARI, JACOPO BARTOLOMEO. - N. a Bologna nel 1692, m. nel 1766. Chimico e fisiologo, insegnò chimica nello Studio bolognese: fu il primo professore di detta materia in Italia. Di grande importanza sono i suoi studi sui cosiddetti «fosfori» (pietra lucente di Bologna o solfuro di calcio), sulla fosforescenza e sull'annerimento del cloruro d'argento per opera della luce, punto di partenza della fotografia, per i quali studi lo cita Edmond Becquerel nell'opera La luce, le sue cause ed i suoi effetti (Parigi 1868). Scoprì il glutine della farina di frumento; s'occupò della struttura delle fiamme, dell'analisi delle acque minerali e di altri argomenti di chimica. «Dobbiamo inchinarci a questo nome», scrive Francesco Selmi, «dacché può dirsi che incominciò da lui la chimica a gettare qualche sprazzo di viva luce». È curioso notare l'occasione che l'ha indotto ad occuparsi come fisiologo del digiuno e di problemi del metabolismo dell'organismo umano. «Il card. Lambertini, che fu poi papa Bene-detto XIV, componendo un'opera sulla beatificazione

e canonizzazione di coloro che morirono in opinione di santità, volle sapere se l'astenersi da lungo tempo da ogni maniera di cibi e di bevande senza morirne, fosse fenomeno naturale, ovvero miracoloso» (F. Selmi), ed il B., con le sue ricerche sperimentali, fornì una risposta, che per quei tempi, quando ancora non si conosceva il valore energetico delle sostanze alimentari, fu molto prudente ed esauriente nello stesso tempo.

BIML.: F. Selmi, s.V. chimica, XI, p. 674; G. Provenzal, Profili di chimici ital., Roma 1938, p. 27. Giulio Provenzal