BELGRADO, GIACOMO. - Gesuita e scienziato, n. a Udine il 16 nov. 1704, entrato nel noviziato il 16 ott. 1724; insegnò prima lettere a Venezia, poi, dopo l'ordinazione sacerdotale, scienze a Parma, dove fece collocare una specola astronomica in una delle torri del collegio. Dal 1750 al 1763, fu al servizio della corte. La soppressione della Compagnia di Gesù nel 1773 lo trovò rettore del collegio di S. Lucia di Bologna. M. nella sua città nativa il 26 marzo 1789.
Membro di numerose accademie, pubblicò in latino parecchie dissertazioni di fisica e fisiologia, osservazioni di eclissi, ecc. (v. Riccardi). Più importanti sono la Theoria eschieae Archinensis (Parma 1767), e principalmente la duplice memoria: De analysea vulgaris usu in re physica. De analysea infinitorum usu in re physica (2 voll. ivi 1761-62), che gli visse la nomina a socio corrispondente dell'Accademia delle scienze di Parigi. Diresse la pubblicazione di una collana: Nuova raccolta di autori che trattano del moto dell'acqua (7 voll., Parma 1766-68, rist. a Bologna 1823-45). Negli ultimi anni trattò argomenti apologetici e religiosi, come: Dell'esistenza di Dio da' teoremi geometrici demonstrata (Udine 1777) e Ragionamenti sacri sulle tre prigioni di s. Giov. Battista, s. Pietro e s. Paolo (ivi 1824).