BECCARIA, GIOVANNI BATTISTA. - N. a Mondovì nel 1716, si fece scolopio a 16 anni, insegnò filosofia e retorica a Palermo e a Roma, ma si dedicò per inclinazione alle matematiche, e per la via della matematica si volse allo studio delle teorie di Galileo e di Newton, nelle quali acquistò si chiara fama che venne chiamato nel 1748 ad insegnare scienze fisiche nell'Università di Torino. Si mise sulla via maestra dell'esperienza ed ebbe il merito di formare discepoli insigni, come il Lagrange, il Cigna, Prospero Balbo ed Angelo Saluzzo. Tra i suoi scolari ebbe origine l'Accademia delle scienze di Torino. Dopo la scoperta frankliniana, si volse allo studio dell'elettricismo naturale e vi acquistò fama mondiale. Fu in corrispondenza con Franklin e Volta e venne aggregato a molte accademie d'Europa. M. a Torino nel 1781.
Varia, intensa, notevolissima l'attività scientifica personale del fisico piemontese in parecchi rami delle scienze fisico-matematiche; dove, però, ha lasciato orme incancellabili è nella storia della scienza, nel campo della elettricità ed in quello della geodesia operativa. I suoi studi sull'elettricità, continuati con successo e tenacia per oltre un quarto di secolo, vertono sull'eletrostatica e sui fenomeni elettrici atmosferici e sono raccolti in molte pubblicazioni, che diedero altissima fama all'autore in tutta Europa e raccolsero, a volta a volta, lodi entusiastiche del Franklin e del Priestley. Nell'eletrostatica fu partigiano dell'ipotesi frankliniana del fluido elettrico unico, in opposizione a quella dualistica del Symmer. Quanto all'elettricità atmosferica, il B. fu veramente pertinace ed ardito osservatore e raggiunse risultati notevolissimi. Anche qui egli può ritenersi collaboratore e continuatore del Franklin, come dimostra il suo atteggiamento verso il parafulmine, che egli esperimentò e perfezionò. Una poderosa impresa che occupò parecchi anni della sua vita fu quella di misurare il Gradus Taurinensis: alle operazioni faticosissime di campagna, seguirono lunghi e difficili calcoli, sicché solo nel 1774 fu pronta l'ampia relazione latina intitolata come
sopra, con la descrizione delle operazioni stesse, la parte più significativa delle osservazioni e dei calcoli, ed i risultati. La pubblicazione, come è noto, destò numerose critiche; sopravvennero quindi i tentativi di revisione. Il B. rispose difendendosi con grande acutezza; ma solo mezzo secolo dopo la sua morte doveva venire la conferma quasi piena del risultato del B. e, tenuto conto dei suoi mezzi strumentali meno perfetti, la piena conferma della sua spiegazione.
Luigi Berra - Leodegario Picanyol