BELL'HUOMO (BELLOMO), GOTTARDO. - Scrittore ascetico gesuita, n. a Castiglione delle Stiviere (Mantova) il 7 giugno 1612, m. ivi il 26 nov. 1690. Professore di lettere, di filosofia e di teologia, resse la casa di Busseto (Parma) e i collegi di Padova e Modena.
Le sue opere, eccetto il Microcosmus immobilis (compendio di filosofia, Mantova 1655), sono tutte di soggetto ascetico: Initium sapientiae o considerazioni (Bologna 1657); Le fiamme del Santuario (meditazioni sulla Passione, Venezia 1672); La pace di coscienza (ivi 1685).
Il pregio e l'ordine delle orazioni ordinarie e mistiche (Modena 1678), è l'opera sua più importante, scritta per impugnare gli errori quietisti del Molinos, Petrucci e Malaval, senza che questi autori siano mai citati; con stile espositivo e scevro di polemica nega nettamente che l'orazione di quiete sia per tutti. Il libro ebbe larga ripercussione, insieme ad analoga opera del p. Segneri; ma fu messo all'Indice «donce corrigatur» (26 nov. 1681).
BBL.: Sommervogel, I, col. 1272; P. Dudon, Le quietiste espagnol Michel Molinos, Parigi 1921, pp. 63-67, 96-97, 134-35, 239; id., s. V. in DSp, I, coll. 1357-59. Ambrogio M. Fiocchi