BELLI, Giuseppe Giacchino - Fotografia con firma autografa. Roma, coll. V. Cianfarani.
per proporre un modello, ma si per dare una immagine fedele di cosa già esistente».
Nel 1837 morì la moglie, divenne allora più che mai intrattabile e misantropo: lasciò il palazzo Poli, licenziò la servitù, ritirandosi presso alcuni parenti in Via Monte della Farina, n. 11. Nel 1840 chiese un impiego al Papa, ed ottenne quello di collaboratore nella segreteria della direzione del debito pubblico, e nel 1842 quello di capo della corrispondenza. Nel 1843 deplorò l'uccisione di Pellegrino Rossi, l'anno dopo, spaventato dalla rivoluzione, scagliò un sonetto contro Mazzini. Nel 1852 compose dodici capitoli e dieci sermoni contro la civiltà moderna e li dedicò ai redattori della Civiltà cattolica. Tradusse gli inni del Breviario romano e compose due poemetti in ottave sulla Passione di Cristo. Fu censore teatrale, cassiere della Conferenza di S. Vincenzo de' Paoli.
Il senso universale della poesia del B. è data dalla classicità con cui l'autore imposta la vasta trama delle sue icastiche osservazioni, introducendosi negli ambienti ove si denuncia il contrasto tra la fastosa maniera di una tradizione gentilesca e l'atteggiamento non preparato e senza artificio del volgo, che di quell'altra nobile vita, a lui insolita, tenta una interpretazione senza riverenza e senza mistero. Questa nuova epopea da sé si impone per la definizione di centinaia di caratteri e di spettacoli: sono le donne dei mercati, gli artigiani nei vincoli della vecchia città che si alternano agli ecclesiastici ed ai sovrani nella mordacità e procacità dell'accento vernacolo; è l'eterno contrasto delle grandi e delle piccole passioni riportate sul piano dell'arte; un misto di religiosità e di superstizione, di liturgia e di piazza, di riserbo e di oscenità, sostenuto dalla forza dei dialoghi, dallo spontaneo fluire degli endecasillabi, dalla epigrammatica sollecitazione conclusiva del sonetto.
L'edizione dei Sonetti romaneschi del Morandi (Città di Castello 1886-89) e gli inediti a cura di E. Vergara-Caffarelli e G. R. Ansaldi: Centoventi sonetti roma-
per proporre un modello, ma si per dare una immagine fedele di cosa già esistente s.
BELLINI, Gentile - Ritrovamento della reliquia della Croce nel canale - Venezia, galleria dell'Accademia.
