BENEDETTI (in arabo Mubārak, alterato dagli occidentali in Ambarak), Pietro. Orientalista maro-nita, n. nel 1663 a Baṭḥā (Libano), non a Gūsṭā (al-Mašriq, 21 [1923], p. 274), m. a Roma nel 1742. Fece gli studi nel collegio Maronita di Roma (1672-85) e ritornò al Libano, ove (1685) lo ordinò sacerdote il dotto patriarca ad-Duwayhī (in latino Aldoensis e più spesso Edenensis), e gli commise di rivedere i suoi scritti. Nel 1691 lo mandò, per una missione, a Roma. Due anni dopo, mentre ritornava al Libano, fu trattenuto a Firenze da Cosimo III che lo incaricò di riordinare la tipografia di Lorenzo il Magnifico e di stampare i manoscritti delle biblioteche Palatina e Laurenziana. Verso il 1700 fu nominato professore di scienze bibliche nell'Ateneo di Pisa. Nel 1707 entrò nella Compagnia di Gesù; nel 1709 Clemente XI lo nominò membro della commissione incaricata dell'edizione dei Settanta.
Fondò nel Libano il collegio di 'Ajnūrā, di cui fanno menzione i Sinodi Libanesi IV, VI, 6, VIII. Tradusse s. Efrem dal silicio, aprendo per primo all'Occidente una miniera di cognizioni sacre, ma morì mentre traduceva la seconda metà del III vol. (ultimo), che fu continuato e pubblicato da S. E. Assemāni (Roma 1743). Annessi al II vol. pubblicò Antirrheticon seu confutatio Io. Koklīi ad Geminos S. Ephraemi de S. Coena Sermones (Roma 1740) e Antirheticon de Aug. Encharistiae Sacramento adversus R. P. Le Brumun et E. Renaudotium (ivi 1740). Tradusse dall'arabo Kitāb al-Ilūṭīgā del patriarca ad-Duwayhī con il titolo Vindicia Maronitarum, che rimase inedito nel mss. Vat. lat. 7411. Altri suoi scritti sono elencati in Sommervogel, I (coll. 1295-98).