BENEDETTINI OLIVETANI. - Famiglia del grande Ordine benedettino, fondata nel 1313 a Monte Oliveto Maggiore, in provincia di Siena, dal b. Bernardo Tolomei insieme con i suoi concittadini ed amici Patrizio Patrizzi ed Ambrogio Piccolomini, i quali si erano ritirati a vita di penitenza ad Accona, luogo deserto di sua proprietà nei pressi di Chiusi. La prima approvazione venne nel 1319 da parte del vescovo di Arezzo, Guido Tarlati, che aveva giurisdizione sul luogo. Da allora la nuova istituzione incominciò ad espandersi e si accrebbe il numero dei seguaci. Nel 1344 Clemente VI l’approvò definitivamente, dando ampia facoltà di fondare nuovi monasteri, soggetti tutti al cenobio principale di Monteoli.
BENEDETTINI OLIVETANI - BENEDETTINI VALLOMBROSANI
veto. Alla fine del 1500 si contavano oltre 200 monastri con più di 2000 monaci.
Particolarità dell'Ordine fu di avere adottato per primo la Regola degli abati non più a vita ma a tempo. Da principio non duravano in carica più di un anno; termine che in seguito fu prolungato. I monaci vestono di bianco, pur conservando le forme tradizionali benedettine.
Il Tolomei ha fatto rivivere in sé e nei suoi figli l'Ora et labora di s. Benedetto, fino ad esser chiamato un riformatore dell'intero Ordine benedettino, allora decaduto dall'antico splendore. Ed infatti due monaci b. o., Andrea da Faenza e Pietro de Tartaris, furono abati di Montecassino sul finire del sec. XIV; altri monaci furono incaricati di occuparsi dei monasteri del territorio di Subiaco.
All'epoca del suo massimo splendore la Congregazione dette uomini illustri nelle scienze sacre e profane e nelle arti della pittura, dell'incisione, dell'antaglio e del ricamo. Poi venne la decadenza e poco mancò che le leggi sulla soppressione degli Ordini non ne procurassero l'estinzione. Oggi è in ripresa, e 22 monasteri olivetani sorgono in Italia, Svizzera, Austria, Francia, Belgio, Inghilterra, e nel Libano con ca. 350 monaci.