BENEDETTO CANONICO. - Fu canonico di S. Pietro in Roma. Sappiamo di luissi poco. Con il titolo di canonico e con quello di Romanae Ecclesiae cantor egli si presenta nel Liber policitus (intendeva dire po-llypychus) ad Guidonem de Castello tunc cardinalem S. Marci, postmodum factus est Celestinus II (Papa dal 26 sett. 1143 all'8 marzo 1144). Il lavoro, compiuto prima del sett. 1143, non poté però essere scritto prima del 1140.
Sappiamo così al-l'ingrosso il tempo in cui egli lavorò.
Nel suo Policius egli pubblicò: 1) l'or-do romanus, che nel-l'edizione del Ma-billon (Musaei italici, II, pp. 118-64; PL 179, 371 sgg.) porta il titolo: De Ritibus Ecclesiae seu ecclesia-stico ordine totius an-ni et praecipue Apo-stolicae dignitatis et totius Curiae, prece-duto dall'epistola de-dicatoria al card. Guido; 2) un elenco delle feste nelle quali il Papa è coronato; 3) un elenco delle stazioni notturne e diurne nella basilica vaticana; 4) un cata-

logo dei Papi sino ad Innocenzo II (m. nel 1153); 5) il cerimoniale del possesso di un cardinale nella sua chiesa titolare; 6) il testo delle laudes che si cantavano a Roma nelle solennitú; 7) la descrizione delle feste
logo dei Papi sino ad Innocenzo II (m. nel 1153); 5) il cerimoniale del possesso di un cardinale nella sua chiesa titolare; 6) il testo delle laudes che si cantavano a Roma nelle solennità; 7) la descrizione delle feste popolari della cornomania; 8) il Curiosum, cioè il regionario romano del sec. IV; 9) i Mirabilia Urbis Romae; 10) estratti dalla collezione canonica del card. Deusdedit. L'opera di B. entrò in parte in quelle del card. Albino, vescovo di Albano e di Cencio Camerario; essa è giunta a noi in un codice vaticano ed in un codice vallicelliano, ambedue del sec. XV, ed in un codice di Cambrai del sec. XII che non è però il migliore.