BENEDETTO da CANFIELD. - Al secolo William Filch; scrittore mistico cappuccino, n. nella contea di Essex (Inghilterra) nel 1562, m. nel convento di S. Onorato a Parigi il 21 nov. 1610. Convertito dal protestante-simo, si fece cappuccino a Parigi il 23 marzo 1587; dal 1589 studiò teologia in Italia, ove fece la prima stesura della sua Regola di perfezione, maturata nell'ambiente spirituale dell'Italia settentrionale. Nel 1592 fu maestro dei novizi e nel 1594 guardiano a Orléans. Dal 1599 per ca. tre anni dimorò in Inghilterra, ove fu messo in prigione dagli eretici. Dopo il 1602 lo troviamo maestro dei novizi a Rouen e direttore ricercato e influente di molte anime, Acarie (v.), la convertita Abra de Raconis, Maddalena de Sourdis, Marie de Beauvilliers. Scrisse varie opere spirituali; in Le chevalier chrétien (Parigi 1609, trad. inglese Londra 1610), espone la dottrina e la morale cristiana. Per la sua forma sintetica e l'indole pratica ebbe vasta diffusione La règle de perfection (Parigi 1609, parte 1ª e 2ª; ivi 1610, completata con la parte 3ª mistica); si contano ca. 18 edizioni francesi, 8 latine, di cui due in Italia (Roma 1625 e 1666), 5 tedesche, 5 fiamminghe, 2 spagnole, 3 italiane (Venezia 1616, Roma 1649, Viterbo 1667).
B. vi insegna che la perfezione consiste nella unione d'intelletto e di volontà della creatura, che è «nulla», con Dio, che è il «tutto»; il vertice intimo è l'unione mistica dello spirito con l'essenza divina. Vi si arriva con lo sguardo semplice ed amoroso alla volontà divina e con l'esercizio continuo del suo adempimento; dobbiamo cercare di motivare ogni nostro atto dal puro e perfetto amore di Dio. Gli incipienti hanno da esercitarsi nel fare in tutto la volontà esteriore di Dio, espressa dalla sua legge e dalla ragione; i proficienti devono nella vita contemplativa eseguire la volontà interiore di Dio, che si manifesta nel raccoglimento interiore dell'anima; l'esercizio proprio della vita supereminente o mistica consiste nel conformarsi alla volontà essenziale di Dio, che si raggiunge mediante la contemplazione infusa; di cui il contenuto permanente è il Verbo incarnato, crocifisso per noi; il cristiano considera i propri dolori come partecipazione alla Passione di Gesù Cristo.
Questo sistema è costruito HEBER (v.) o Harphius (m. nel 1477), con Madrid (v.) e alla antica scuola francescana. La dottrina del «niente» e del «tutto» richiama S. Giovanni della Croce. È evidente, inoltre, la parentela con il Breve compendio di perfezione cristiana della nobildonna milanese Isabella Cristina Lomazzi Bellinzaga (v.), sulle orme di s. Caterina da Genova (v.). Sull'opera di B. si formò gran parte degli autori mistici cappuccini, Parigi (v.), Costantino da Barbanson (v.), Giovanni Evangelista da Hertogen-bosch, LAON (v.), ed essa ebbe considerevole influsso anche fuori dell'Ordine, su S. Vincenzo de Paoli, sul card. BON (v.) e sul card. de Bérule (v.). Il contenuto dottrinale è sano, conforme alla tradizione, con in più l'apporto della interpretazione e della esperienza propria. La mancanza però di una maggior precisione e chiarezza teologica rese possibile le critiche, ad es., di Girolamo della Madre di Dio Gracián (m. nel 1614, v.), e le abusive interpretazioni quietiste; per questo pericolo il libro fu messo all'Indice il 24 marzo 1689.
1265 BENEDETTO DA CANFIELD - BENEDETTO DA MAIANO
min abrégé, ed. Ubald d'Alencon, ivi 1929; P. Optatus, Benedictus van C. en ons geestelijk erf, in Ons geestelijk Erf, 20 (1946), pp. 293-323; 21 (1947), pp. 82-84; id., Benedictus van Canfield en Pierre de Bertulle, ibid., 21 (1946), pp. 467-74; Candide de Nant, Benoît de Canfield, in DSp, I, coll. 1446-51. Leopoldo da Ebersberg