BENEDETTO di BINDO. - Pittore senese, oriundo della Val d'Orcia, zoppo. Si trova ricordato nel breve dei pittori senesi del 1380. Nel 1411-12 lavorò, insieme con altri, alla decorazione della sagrestia del duomo di Siena, e nel 1414 dipinse la Maestà della Porta Camollia. M. a Perugia il 19 sett. 1417.
L'unica opera certa che di lui ci rimane sono gli otto sportelloni per un armadio da reliquie, o «aliquiera», un tempo della sagrestia del Duomo, ora nel museo dell'Opera di Siena: il Bacci ha recentemente ricostruito la storia di questa «complessa» e rara opera dell'artigianato senese, la cui decorazione pittorica venne affidata a B. di B. che la diede compiuta nel 1412, essendosi valso dell'aiuto di Giovanni di Bindino, di Adamo di Colino e dei doratori Lando di Stefano e Giusa di Frosino. Nell'interno degli sportelloni sono dipinte otto storie dell'Invenzione e dell'Esaltazione della s. Croce, in onore della più preziosa reliquia - un frammento del legno della Croce - venne ratta nella Cattedrale, mentre l'esterno, suddiviso in trentadue pannelli, reca altrettante mezze figure di angeli por-tanti cartigli con il titolo della reliquia conservata nel corrispondente scomparto dell'armadio. Ancorché nelle Storie della s. Croce dell'«aliquiera» si avverta un irrigidimento della dignitosa accademia di Taddeo di Bartolo, su cui probabilmente B. di B. si formò, esse tuttavia valgono