BENEVOLENZA, AMORE DI

BENEVOLENZA, AMORE di. - Suprema specie dell'amore, che ha per motivo non l'utilità dell'amante (amore di concupiscenza), ma il bene dell'amato (Summa Theol., 1a-2a, q. 17, a. 6; De malo, q. 1, a. 5). Tale amore porta con sé, nel piano soprannaturale, un vero legame di amicizia tra Dio e l'uomo (Summ. Theol., 2a-2a, q. 23, a. 1) mediante l'elargizione, da parte di Dio, della grazia santificante, cui corrisponde, da parte dell'uomo, l'atto di carità verso Dio (Prov. 8, 17; I Io. 4, 7 e 16). Come in ogni amicizia, nell'a. di b. si ha una mutua comunione di beni (Io. 15, 14), una intimità di presenza (Io. 14, 23), una vita unificata nella partecipazione della divina natura (II Pt. 1, 4).

Le leggi essenziali dell'amicizia si attuano nell'a. di b.: 1) mutuo disinteresse: da parte di Dio, che ama per accrescere la perfezione nell'anima giusta (Summ. Theol., 1a, q. 20, a. 2 e 4); da parte dell'uomo, che ama la perfezione divina per se stessa, pur godendo di legittima contentezza (Vernus amor seipso contentus est. Habet praemutum, sed id quod amatur [s. Bernardo, De diligendo Deo, 7, 17]); 2) eguaglianza, per lo meno relativa, che si basa nell'analogia comunione di vita tra Dio e l'uomo; 3) stabilita per la natura indistruttibile di questo bene spirituale; a parte, s'intende, la debolezza dell'uomo e la conseguente peccabilità (Summ. Theol., 2a-2a, q. 24, a. 12); 4) manifestazione sufficiente, per segni non equivoci, di questa divina amicizia, in cui l'anima può confidare (Summ. Theol., 1a-2a, q. 112, a. 5). L'a. di b. ha diversi gradi.

BIBL.: T. Pèques, Comment. francais littéral de la Somme Théol. de s. Thomas d'A., X, Tolosa 1922, pp. 421-28.

Francesco Tinello