BELLINTANI, MATTIA DA SALÒ. - Predicatore e scrittore cappuccino, n. a Gazzane (Roè Volciano) il 29 giugno 1535, m. il 20 luglio 1611. Si distinse per virtù, attività apostolica e letteraria. Lettore eclettico di tendenza bonaventuriana in vari studi provinciali e generalisti; più volte ministro provinciale di Milano, di Bergamo-Brescia, definitore e commissario generale; diffuse l'Ordine in Francia, ottenendone facoltà (1575) da Enrico III, in Svizzera (1589, 1591), in Boemia (1602-1605).
Per incarico del Capitolo generale del 1587 scrisse la Historia Capuccina (1525-1600), edita da Melchiorre da Pobladura (2 voll., Roma 1946-49), in cui presenta l'Ordine come attuazione della genuina vita francescana. Tra altri suoi scritti storici è da segnalare la Vita della conterranea s. Angela Merici, edita per altra mano (Brescia 1600). Predicò per cinquant'anni in Italia e all'estero; il card. Federico Borromeo lo classifica modello di oratore sacro, come risulta anche dalle raccolte delle sue prediche, tutte edite più volte: Delli dolori di Christo prediche otto, con quattro d'altre materie (2 voll., Brescia 1598; vers. inglese, Londra 1931); In sermones s. Bonaventurae et in Evangelia de tempore a Paschate usque ad Adventum scripturales introductiones (Venezia 1588); Essaggerationi morali (Salò 1622); Quadragesimale ambrosianum duplex (2 voll., Lione 1624, edito a Colonia nel 1681 col titolo Conciones exquisitissimus). Secondo la tradizione cappuccina, diffuse l'esercizio delle Quarant'ore, scrivendone un Trattato (Brescia 1588), sulla storia e sul metodo. Come altri confratelli si fece apostolo dell'orazione mentale e contemplativa nel popolo; istituì nella cattedrale di Brescia l'ora di meditazione pubblica, adottata da s. Carlo Borromeo a Milano; insegnò il metodo
(da Composizioni giovanili inedite pubbl. Acc. d'Italia)
BELLINI, VINCENZO - Ritratto con firma autografa.
Incisione di F. di Bartolo.
di meditare e ordinò gli argomenti in un'opera che ebbe vasta diffusione per molteplici edizioni e versioni in francese e latino: Prattica dell'oration mentale (parte 1ª, ivi 1573; parte 2ª, Venezia 1581; parte 3ª e 4ª, ivi 1607); in altra opera, Corone spirituali (Roma 1616), ristampata più volte anche nelle traduzioni tedesca (Ingolstad 1616), e francese (Rouen 1622), ed usata da s. Carlo Borromeo, sviluppa il tema caro alla spiritualità francescana della passione di Gesù Cristo; nel Teatro del Paradiso (2 voll., Salò 1620, vers. francese Lione 1629), presenta in 150 meditazioni la teologia del cielo. Organizzò varie confraternite; per quella che assisteva i condannati a morte compose gli Utili ricordi e rimedi (Salò 1614), detti anche Confortatorio. A fomentare la pietà sacerdotale destinò la Preparazione alla sacrosanta Messa (Milano 1610), e altre edizioni. Rimasero manoscritte varie opere di carattere dottrinale, ascetico ed oratorio.