BENEDETTO
d'ANIANE, santo. - Benedettino, il secondo padre del monachismo occidentale, n. ca. il 750, m. a Cornelimünster presso Aquisgrana
l'11 febbr. 821. Figlio di Aigulfo conte di Maguelone (Languedoc) della antica aristocrazia visigota, si chiamava prima Vitiza e fu educato alla corte di Pipino, al cui servizio, come a quello di Carlomagno, rimase fino all'età di 27 anni. In seguito al pericolo di morte incorso a Pavia (voleva salvare un fratello che stava per annegare nel Ticino), mise in esecuzione la risoluzione presa tre anni prima, di ritirarsi dal mondo. Per consiglio di un santo solitario entrò nel monastero benedettino di S. Sequano (St-Seine) presso Digione (774), dandosi ad una vita penitente ed austerissima. Gli pareva perfino che la Regola di s. Benedetto non fosse abbastanza severa, e preferiva le Regole di s. Basilio e di s. Pacomio.
Dopo 5 anni ritornò in patria e fondò sulle rive del fiumicello Aniane un monastero secondo il proprio ideale, ma avendogli insegnato l'esperienza che la somma povertà e austerità non erano per tutti, cominciò ad apprezzare la moderazione della Regola di s. Benedetto, di cui, in seguito, divenne il più grande propagatore. A poco a poco estese il suo influsso su altri monasteri del mezzogiorno della Francia, e Ludovico il Pio, allora re d'Aquitania, lo costituì superiore di tutti i monasteri del suo regno, mentre Carlomagno gli aveva concesso privilegi per assicurare l'elezione libera degli abati. Nell'817 l'imperatore Ludovico il Pio lo mandò abate a Marmoutier presso Saverne (Alsazia), ma per averlo come consigliere più vicino a sé, lo richiamò alla corte di Aquisgrana costituendolo abate del monastero allora fondato sul fiumicello Inde, a due leghe da Aquisgrana, oggi

(fot. Alinari)
Al consolidamento della riforma servirono anche le due opere principali scritte da B.: Codex regularum monasticarum et canonicarum, nel quale radunò tutte le regole occidentali e orientali da lui conosciute. L'opera fu edita in 3 voll. in-4° da Luca Ostenio (v. HOLSTE), Roma 1661 e Parigi 1663. L'Olstenio vi aggiunse altri testi, i quali furono ancora accresciuti nell'edizione di M. Brockie, 6 voll. in-fol. (Augusta 1759), ed anche in PL 103, 303-702, dove però molti testi sono indicati solo con rinvii ad altri volumi della serie. L'altra, la Concordia regularum, doveva mostrare la concordanza della Regola di s. Benedetto con la dottrina delle altre regole già in uso nella Chiesa. Ogni capitolo della Regola benedettina veniva chiarito e commentato con numerosi passi corrispondenti. Fu edita da H. Ménard (Parigi 1638), e in PL 103, 702-1380. Fra gli altri scritti è notevole il trattato teologico contro l'adozione di Felice d'Urgel: PL 103, 1381-1413. Il nome del Santo manca nel Martirologia romano. La festa è all'11 o 12 febbr.