BENEDETTO XII, PAPA. - È il terzo papa avignonese, successo a Giovanni XXII (m. il 4 dic. 1334) il 20 dic. ed incoronato l'8 genn. seguente dal card. Orsini nella chiesa dei Domenicani in Avignone. Giacomo Fournier (detto anche Novelli) n. da umili genitori a Saverdun in diocesi di Pamiers, entrò giovanissimo nell'abbaia cistercense di Boulbonne; passò poi a quella di Fontfroide dove suo zio era abate; studiò teologia a Parigi e vi divenne dottore. Abate di Fontfroide nel 1311, fu nominato vescovo di Pamiers il 19 marzo 1317 e di là passò a Mirepoix il 3 marzo 1326. Nel governo delle due diocesi mostrò grande zelo contro l'eresia, favorendo l'opera dell'Inquisizione, per cui il 18 dic. 1327 fu creato cardinale di S. Prisca. Eletto pontefice, si affrettò a concludere le discussioni sulla visione beatifica fattei accese negli ultimi anni del suo predecessore e con la costituzione Benedictus Deus del 20 genn. 1336, condannando ciò che era stato errore personale di Giovanni XXII, definiva che le anime dei bambini battezzati e le anime giuste che non avevano più alcun fallo da espiare, erano ammesse immediatamente alla visione intuitiva ed anche facciale della divina essenza e cessava per loro l'esercizio degli atti di fede e di speranza (Denz-U, 530). Pose subito mano a correggere gli «innumerevoli abusi» che funestavano la Chiesa, cominciando dalle malversazioni della corte, obbligando i prelati aventi cura d'anime ad osservare la residenza (15 genn. 1335), prescrivendo più rigorosi costituiti contro la rilassatezza dei Benedettini e dei Cistercensi. Volle togliere di mezzo la piaga dei religiosi girovaghi, condannò i fraticelli e regolò l'attività dei Francescani e dei Domenicani, sforzandosi di vincere ogni contrarietà. Quanto alla Curia intese a togliere di mezzo l'abuso delle commende e delle aspettative e regolò la registrazione delle suppliche da presentare al Papa. Ad un primo proposito di ritornare a Roma successe nel papa B. la risoluzione di non muoversi d'Avignone, dove diede principio alla costruzione del palazzo papale. Un successo per lui fu l'assoggettamento di Bologna. Tentò un'intesa con Lodovico il Bavaro imperatore scomunicato; ma le infrannettezze di Filippo VI di Francia e la poca stabilità del sovrano mandarono a vuoto l'opera sua. Con gli altri principi d'Europa B. fu in rapporti pacifici. Egli fu lodato per il suo scrupoloso contegno verso i parenti ai quali non dimostrò nessun particolare favore; l'unica nipote maritò assai modestamente; solo il nipote Giovanni di Cardone, persona stimata, conferì l'arcivescovato di Arles nell'ott. 1341. M. in Avignone il 25 apr. 1342 e fu sepolto nella Cattedrale. I Cistercensi lo venerano come beato.
BENEDETTO XII, PAPA
BIBL.: G. Mollat, Les papes d'Avignon, Parigi 1912, p. 63 seg. e passim; St. Baluze, Vitae paparum Avenionensium, 2a ed. di G. Mollat, I, Parigi 1916, p. 195 seg.; II, ivi 1928, p. 298 seg.; E. Dupré Theséider, I papi di Avignone ecc., Firenze 1939, p. 76 seg.; L. Jadin, Benoît XII, in DHG, VIII, coll. 116-35; X. Le Bachelot, Benoît XII, in DTHC, II, coll. 653-704. - Inoltre: J.-M. Vidal, Lettres communes de B. XII, 3 voll., Parigi 1903; G. Daumet, Benoît XII, Lettres closes, patentes et curiales de B. XII, ivi 1920. Pio Paschini