BENEDETTO XIII, PAPA. - Pierfrancesco Orsini, n. a Gravina il 2 febbr. 1649 da Ferdinando, duca di Gravina e da Giovanna Frangipane. Giovinetto rinunciò alla primogenitura per entrare nel convento dei Domenicani in Venezia, ove fece la professione solenne il 13 febbr. 1668 col nome di Vincenzo Maria. Si diede agli studi sacri con grande profitto e, a soli 23 anni, Clemente X lo creò cardinale di S. Sisto (22 febbr. 1672). Nel 1675 ebbe la sede arcivescovile di Manfredonia. Innocenzo XI lo trasferì a Cesena (1680) e poi a Benevento (1686), ove il cardinale lavorò a far rifiorire la diocesi. La elezione a papa seguì il 29 maggio 1724, dopo quasi tre mesi di vacanza della sede pontificia in seguito alla morte di Innocenzo XIII (7 marzo). Accettò perché il generale del suo Ordine glielo impose per obbedienza.
Durante il pontificato, B., pur attendendo con scrupolo ai doveri dell'alta sua carica, non tralasciava di attendere a quelle funzioni liturgiche ed all'amministrazione di quei Sacramenti, che comunemente si compiono da ecclesiastici di grado ben inferiore. Nel 1725 celebrò il giubileo e tenne un sinodo provinciale in otto sessioni per i vescovi d'Italia, in Laterano. Poi confermò la bolla Unigenitus di Clemente XI contro i giansenisti e proscrisse gli scritti divulgati contro quella bolla. L'arcivescovo di Parigi, card. de Noailles, aderì finalmente alla bolla con lettera del 1728, ritrattando ciò che aveva scritto in contrario, e dietro il suo esempio si sottomisero altri vescovi del gruppo degli appellanti. Nel 1729 la Sorbona e nel 1730 il Senato di Parigi accettarono la bolla Unige-

Nella questione, agitata da teologi e canonisti sulla validità delle ordinazioni sacerdotali fatte nella Chiesa anglicana, B. intervenne condannando la Défense de la Dissertation di Le Courayer, tesa a mostrare la validità di quelle ordinazioni. Numerose canonizzazioni avvennero negli anni 1726-29, fra le altre quelle di Giovanni Nepomuceno, di Luigi Gonzaga, di Stanislao Kostka, di Giovanni della Croce. Con la bolla Creditae nobis coelitus (9 maggio 1725) B. ordinò ai vescovi l'erezione dei seminari e creò all'uopo una commissione detta Congregatio seminariorum. Nel 1727 approvò l'erezione dell'università a Camerino, dove da tempo fioriva un centro di studi. Visitò due volte la sua antica diocesi di Benevento, e nel 1727 sostò a Montecassino, ove consacrò (18 maggio) la chiesa che si era presa a costruire nel 1640. Fece complessivamente 29 promozioni cardinalizie, senz'ombra di favoritismo. I Romani però non gli perdonarono la cieca ed illimitata fiducia da lui riposta, quanto agli affari di Stato, nel card. Coscia e l'eccessivo favore accordato ai Beneventani, che aveva condotti seco da Benevento. Della sua erudizione teologica sono prova tre volumi pubblicati nel 1728 a Ravenna. M. santamente il 21 febbr. 1730.
