Enciclopedia Cattolica vol. II, 1949 Agiografia Santi

BERNARDO, ARCIDIACONO DI AOSTA, SANTO

Festa: 15 giugno

English Cita

BERNARDO DI MENTHON, SANTO, CHANOUX, PIETRO, SACERDOTE ITALIANO, SAN BERNARDO, OSPIZIO DEL rimandano qui.

Noto anche come: San Bernardo d'Aosta

BERNARDO, arcidiacono di AOSTA, santo. -

SOMMARIO: I. Vita. - II. Iconografia e rappresentazioni sacre. - III. Ospizio del Gran San Bernardo. - IV. Ospizio del Piccolo San Bernardo.

I. VITA

N. da nobile prosapia (un'ipotesi recente lo fa membro della famiglia dei visconti di Aosta) agli albori del sec. XI; facendo e indefesso predicatore, fu arcidiacono di Aosta, e fondatore, o più propriamente restauratore, dell'ospizio sul monte di Giove, detto poi Gran S. Bernardo, e probabilmente di quello della Colonna di Giove, chiamato poi Piccolo S. Bernardo. La sua festa ricorre il 15 giugno.

Da Novara, ove stava predicando, B. si recò a Pavia (apr. 1081) per incontrarsi con l'imperatore Enrico IV, in procinto di iniziare un'azione ostile contro la contessa Matilde e Gregorio VII, onde distoglierlo da simile progetto; di ritorno a Novara vi morì il 15 giugno dello stesso anno, lasciando larga fama di santità. Fu sepolto nella chiesa del monastero di S. Lorenzo. Da un documento del 15 giugno 1424 si ricava che egli fu canonizzato dal vescovo di Novara, Riccardo (1115-21); però la sua introduzione nel Martirologio romano risale soltanto al 9 ag. 1681. Il suo culto era ed è tuttora assai diffuso in Piemonte, nel Vallese (Svizzera) e nella Tarantasia (Francia). Nel Proprio dei Canonici regolari del S.mo Salvatore di Bologna è stato introdotto dal Capitolo generale del 1481 (cf. G. Grisostomo Trombelli, Memorie istoriche concernenti le due canoniche di S. Maria di Reno e di S. Salvatore, Bologna 1752, p. 190). Pio XI lo proclamò, il 20 ag. 1923, patrono degli alpinisti, degli abitanti e dei viaggiatori delle Alpi (cf. AAS, 15 [1923], pp. 437-42).

BERNARDO D'AOSTA, santo - Stampa popolare.
BERNARDO D'AOSTA, santo - Stampa popolare.(per cortesia dei Can. Reg. dei Gran S. B.)

L'appartenenza di B. all'antica famiglia baronale dei Menthon e le date 923 per la nascita e 1008 per la morte sono dovute ad un volgare falsario dell'inizio del sec. XV che si spaccia per Riccardo di Valdisère, amico e successore del Santo nella dignità arcidiaconale di Aosta. Il suo racconto è costellato di anacronismi e di puerilità, per cui non merita nessuna considerazione.

Della vita di B., scritta dal fratello Azolino, non si è ancora trovata traccia, cosicché le poche notizie attendibili che si hanno su B. le dobbiamo ricercare nella Vita (o meglio panegirico del Santo) conservata in due redazioni leggermente diverse, delle quali i manoscritti più antichi si trovano a Novara (sec. XII-XIII) e ad Aosta (sec. XIII-XIV).

II. ICONOGRAFIA E RAPPRESENTAZIONI SACRE

S. B. è generalmente rappresentato in abito canonico corale: rocchetto, almucio e bastone arcidiaconale; spesso, dal sec. XV, tiene il demonio incatenato ai suoi piedi con la stola trasformata in catena ferrea, motivo iconografico comune con alcuni altri santi, tra i quali s. Bernardo di Chiaravalle. Un anonimo del sec. XV mise in scena la vita del Santo nel dramma intitolato Mystère de s. B. de Menthon, più volte rappresentato al Gran San Bernardo e ad Aosta, che si svolge in tre giornate e comprende 4340 versi. Recentemente Henry Ghéon lo ha rielaborato nella sua Merveilleuse histoire du jeune B. de Menthon, Parigi 1924, rappresentata lo stesso anno ad Annecy.

Bibliografia4 opere
BIBL.: Testi: Acta SS. Junii, II, Venezia 1742, pp. 1071-1089; A. Lecoy de la Marche, Le Mystère de s. B. de Menthon, Parigi 1888; A. Colombo, La Vita besti Bernardi dell'anonimo novarese, in Miscellanea Valdostana (Biblioteca della Soc. Storica subalpina, 17), Pinerolo 1903, pp. 303-12; A. Donnet, Le panégyrique de s. B., in appendice all'opera sotto citata, pp. 145-60.

Letteratura: tra le molte vite antiche e moderne di scarso valore critico, citiamo soltanto quelle di R. Vior, Mireir de toute sainteté en la vie de s. B. de M., Lione 1627 (vers. lat., Monaco 1652; vers. ital. 1655); [G. Dorsaz], Vie de s. B. de M., Parigi 1862; P.-A. Pidoux de La Maduère, S. B. de M., Lille 1923

(vers. it. S. Lesna, Ivrea 1931); id., s. v. in DHG, VIII, coll. 690-96; C. Mazzone, S. B. da M., Varallo Sesia 1925.

Meritano invece un particolare ricordo i lavori recenti di J.-A. Duc. A quelle date est mort s. B. de Menthon, in Misc. di Stor. Ital., s. II, XVI (XXXI), Torino 1893, pp. 343-88; L. Quaglia, S. B. de Montjou [G. S. Bernardo 1939], in litografia; A. Donnet, S. B. et les origines de l'hospice du Mont-Joux, St-Maurice 1942 (opera critica di molto pregio); L. Quaglia, S. B. de Montjou d'après les documents liturgiques, in Zeitschrift für schweizerische Kirchengeschichte, 38 (1944), pp. 1-32.

III. OSPIZIO DEL GRAN S. B

Il passo su cui sorge l'ospizio è sito a m. 2473 sul mare in una gola stretta e selvaggia ad oriente del M. Bianco sulle Alpi Pennine. Era conosciuto e valicato gran tempo prima dei Romani ed era sacro al dio

Penn, donde il suo nome di «Alpis Poenina, Poeninum, Summus Poeninus». I Romani lo consacrarono a Giove Pennino (di qui la nuova denominazione di Mons Iovis, Mont-Joux, Plan de Jupiter, Plan de Joux, Monte di Giove), e vi eressero un piccolo tempio e due case di ricovero («mansiones»), sistemandone le vie di accesso. Cessato sul finire del sec. IV il culto pagano, (cf. S. Agostino, De Civ. Dei, V, 26), decadere pure le case di rifugio, di cui non si ha più notizia sino alla fine del sec. VIII (cf. Lettera di papa Adriano a Carlomagno, Jaffé-Wattenbach, 2471), e il colle divenne mal sicuro. L'ospizio eretto nuovamente all'epoca carolingia, dedicato a S. Pietro e affidato alle cure di monaci, probabilmente Benedettini, anziché sul valico, si trovava un po' più sotto sul versante svizzero, ove oggi sorge Bourg-St-Pierre. Sul valico ritornato mal sicuro a causa delle invasioni saracene e ungheresi (sec. X e parte dell'XI), s. B. pensò di edificare un ospizio (metà sec. XI), in sostituzione del carolingio andato distrutto, affidandone la custodia sin dall'inizio, come sembra, a una comunità di Canonici regolari (v.), tuttora esistente e fiorente. S. B. dedicò l'ospizio a s. Nicola, ma già nel secolo seguente il nome del fondatore era aggiunto al titolare, che presto passò in secondo ordine: «Hospitium Bernhardi, domus hospitalis s. Bernardi». L'opera di s. B. va annoverata tra le più eroiche iniziative della carità cristiana e della solidarietà umana: che tale sia sempre stata stimata ne fanno fede le numerosissime donazioni di beni immobili, che già una bolla di Alessandro III del 18 giugno 1177 ci attesta esistenti non solo nelle valli viciniori, ma in Italia, Sicilia, Francia, Svizzera e Inghilterra (cf. Jaffé-Wattenbach, 12.872). I prevosti della Congregazione risiedettero anche ad Aosta. La Congregazione ebbe alterne vicende di prosperità e di decadenza, ma il periodo più triste fu quello che si inizia con i prevosti commendatari (1465-1586) e che si chiude con la sua soppressione negli Stati sabaudi per opera di Benedetto XIV (1752). La Congregazione riprese allora in territorio svizzero nuova vitalità. I Canonici ebbero le simpatie di Napoleone, per l'accoglienza fattagli nel maggio 1800, quando attraversò il passo con le sue truppe. I Canonici del Gran S. B. gestiscono pure, sin dall'inizio del sec. XIX, l'ospizio eretto sul passo del Sempione nel cantone del Vallese. Dal 1933 hanno aperto la «Missione del Tibet», posta sui confini della Birmania, del Tibet e della Cina con centro a Weisi (Yünnan); dal 1936 hanno iniziato i lavori per la costruzione di un ospizio sul colle Lassa a m. 3800 sul mare, luogo di transito assai frequentato tra le valli del Mekong e del Saluen (Yünnan).

Nell'ospizio, oltre una raccolta di oggetti e paramenti sacri, c'è l'archivio, la biblioteca (ca. 30 mila voll.; 17 manoscritti dal sec. XI in poi, alcuni miniati; 16 incumaboli tra cui un breviario di Moûtiers in Tarantasia 1486), un museo con ricche collezioni di carattere locale: archeologica (oltre 3 mila monete, galliche, romane e medievali, numerosi ex voto a Giove, ecc.), entomologica, ornitologica e mineralogica. Caratteristici sono pure i cani del San Bernardo, più grossi dei cani di Terranova, con pelo lungo, muso corto e largo, labbro e orecchie pendenti, sensi acunissimi. Essi prestano valido aiuto nella ricerca dei viandanti smarriti nella neve; famoso il Barry che ha salvato nel secolo scorso più di 40 persone. Le prime notizie sulla loro presenza nell'ospizio risalgono al sec. XVII.

BERNARDO D'AOSTA, santo - Cane del San Bernardo.
BERNARDO D'AOSTA, santo - Cane del San Bernardo.(per cortesia di Mons. Frates)

IV. OSPIZIO DEL PICCOLO S. B

Si trova sul valico omonimo delle Alpi Graie a sud del M. Bianco posto in una sella sprica e amena a m. 2188 sul mare. Su questo passo, detto «Saltus Graius, Mons Graius, Alpis Graia», furono scoperte interessanti antichità galliche e romane con una casa ospitale («mansio»).

I Romani vi onorarono Giove e la tradizione vi addita una colonna sacra al dio, donde il nome medievale di «Columna Iovis, Mons Columnae Iovis» (Colonne-Joux). Nella seconda metà del sec. V, in ricordo della traslazione del corpo di s. Germano d'Auxerre (m. 448), fu costruita sul colle una chiesa in onore di detto Santo, cui si aggiunse naturalmente una casa ricovero, che risorse poi dalle rovine sul finire del sec. VIII (cf. Lettera di papa Adriano, sopra citata). Che s. B. abbia pensato a ricostruire anche su questo colle un ospizio è cosa probabile, benché non si abbiano documenti coevi. Non certo a ceso papa Eugenio III, il 5 apr. 1145, annoverando questo ospizio tra i beni appartenenti ai Canonici regolari di Verrès, lo chiama «domus Sancti Bernardi» (cf. Jaffé-Wattenbach, 8730). I Canonici di Verrès ne ebbero la custodia fino al 1466, anno in cui l'ospizio passò alle dipendenze dei prevosti, commendatari del Gran S. B. Tale unione rimase in vigore sino alla secolarizzazione dell'ospizio nel 1752 e la sua cessione all'Ordine mauriziano. Tra i moderni rettori del Piccolo S. B. va ricordato il notissimo don Pietro Chanoux (abbé Chanoux, 1828-1909), che vi fu cappellano e rettore dal 1860 al 1909, geniale creatore della Chanousia (1897), giardino ove sono raccolte oltre 2000 piante alpine. Tra i suoi più validi collaboratori nell'attuazione di questa iniziativa, oggi purtroppo distrutta dagli eventi bellici e dal trattato di pace, è da annoverare il prof. Lino Vaccari. Sul Piccolo e sul Gran S. B. furono erette due statue monumentali al fondatore nel 1902 e nel 1905. - Vedi Tav. LXXXIX.

In alto: VEDUTA DELL'OSPIZIO DEL PICCOLO S. BERNARDO E DELLA CHANOUSIA, con lo sfondo delle Alpi della Savoia. In basso: VEDUTA DELL'OSPIZIO DEL GRAN S. BERNARDO E DEL LAGO con lo sfondo del Vélan (m. 3765) e del Grand-Combie (m. 4317).
Tav. LXXXIX In alto: VEDUTA DELL'OSPIZIO DEL PICCOLO S. BERNARDO E DELLA CHANOUSIA, con lo sfondo delle Alpi della Savoia. In basso: VEDUTA DELL'OSPIZIO DEL GRAN S. BERNARDO E DEL LAGO con lo sfondo del Vélan (m. 3765) e del Grand-Combie (m. 4317).
Bibliografia25 opere
BIBL.: C. Promis, Le antichità di Aosta, Augusta Praetoria Salassorum, Torino 1862, pp. 61-82, 118-20, 123-26; E. Bérard, Antiquités romaines et du moyen-âge dans la Vallée d'Aoste, Torino 1881, pp. 83-86, 88-96; id., Appendice aux antiquités..., ivi 1888, pp. 7-23-28; Notizie degli scavi d'antichità, 1883, p. 191; 1887, pp. 467-69; 1889, pp. 28, 234-302; 1890, pp. 273-274, 294-306; 1891, pp. 75-81; 1892, pp. 63-77, 440-50; 1893, p. 347; 1894, pp. 33-47 (relazioni in particolare di P. Castelfranco e E. Ferrero); P.-E. Duc, La Maison du Grand-Saint-Bernard et ses Très Récrends Prévôt, Aosta 1898; J.-A. Duc, Histoire de l'Eglise d'Aoste, 10 voll., Aosta e St-Maurice 1901-15, passim; P.-L. Vescoz, Deux Statues en l'honneur de l'Apôtre des Alpes, Aosta 1907; F. Gex, Le Petit-St-Bernard, Chambéry 1924; P. Barocelli, Inscriptiones Italiae, vol. XI, Regio XI, fasc. I: Augusta Praetoria, Roma 1932, pp. 27-38, 48-52, 57-59; id., Ricerche e studi sui monumenti romani della Val d'Aosta, in fascicolo straordinario della rivista Aosta, 6 (1934), pp. 53-59, 72-75; id., Forma Italiae. Regio XI Transpadona. I. Augusta Praetoria, Roma (1949), coll. 1-9, 53-63; M. Dellenbach, La conquête du massif alpin et de ses obords par les populations préhistoriques, Grenoble 1935; L. Blondel, L'Eglise et le Prieuré de Bourg-St-Pierre, in Vallela, 1 (1946), pp. 21-41; id., L'Hospice du Grand St-Bernard, ibid., 2 (1947), pp. 19-44 (accurato studio archeologico degli antichi edifici); L. Vaccari, L'abate Pietro Chanoux, in Boll. del C.A.I., 40 (1909), 3ª ed., Perugia 1913; S. Vuillermin, Le Recteur Chanoine Chanoux. Sa physionomie morale, Aosta 1909; L. Vaccari, La Chanouia nelle sue origini e nel suo sviluppo (estratto dall'Ammario, n. 1 del laboratorio della « Chanouia »), Roma 1928; id., L'Attività della Chanouia durante i suoi quarant'anni, 1807-1937 (estratto dal vol. III dell'Ammario cit.), Torino 1937. Vedi anche CANONICI REGOLARI, A.

Pietro Frutaz

Informazioni sulla voce

Di Amato Pietro Frutaz

Fonte firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), coll. 1417–1421.

Pagine a stampa Apri nel visualizzatore
Pagina 823
vol. 2, coll. 1417–1418
Pagina 824
vol. 2, coll. 1419–1420
Pagina 825
vol. 2, coll. 1421–1422

Altre voci di Amato Pietro Frutaz: BESSON, JOSEPH-ANTOINE · BESSON, MARIUS · BETLEMITI · BIELLA, DIOCESI DI · BAUDRILLART, HENRI-MARIE-ALFRED

Cita questa voce

Chicago

Frutaz, Amato Pietro. “Bernardo, arcidiacono di aosta, santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. II, coll. 1417–1421. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/bernardo-arcidiacono-di-aosta-santo.

MLA

Frutaz, Amato Pietro. “Bernardo, arcidiacono di aosta, santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. II, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 1417–1421. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/bernardo-arcidiacono-di-aosta-santo.

BibTeX

@incollection{ec2_bernardo_arcidiacono_di_aosta,
  author    = {Frutaz, Amato Pietro},
  title     = {Bernardo, arcidiacono di aosta, santo},
  booktitle = {Enciclopedia Cattolica},
  volume    = {II},
  pages     = {1417--1421},
  note      = {Cited by column},
  publisher = {Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico},
  address   = {Città del Vaticano},
  year      = {1949},
  url       = {https://azioneromana.com/it/article/bernardo-arcidiacono-di-aosta-santo}
}

Una delle circa 20.000 voci recuperate dai dodici volumi a stampa (1948–54). Hai notato qualcosa? Aiutaci a migliorarla.

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.