BERSE (Barzeo), Gaspar. - Discepolo e compagno di s. Francesco Saverio, n. a Goes (Olanda) nel 1515. Dopo una gioventù agitata, entrò nella Compagnia di Gesù a Coimbra (1546) e, ordinato sacerdote, nel maggio 1547 fu inviato alle Indie. Cominciò con l'insegnare a Goa, poi il Saverio l'incaricò d'evangelizzare Ormuz, dandogli apposite istruzioni (pubblicate nei Monumenta Xaveriana, I, pp. 858-70, e, nella nuova ed., Epistolae S. Franc. Xaverii, II, pp. 80-101). Il B. lavorò ivi due anni e mezzo (1549-1551) con notevole successo, disputando anche con i musulmani e gli ebrei (cf. G. Schurhammer, Die Trinitätspredigt Mag. Gaspars in der Synagoge von Ormuz 1549, in Archiv. hist. S. I., 2 [1933], pp. 279-309). Il Saverio, che l'aveva richiamato destinandolo al Giappone, lo ritenne poi nell'India come rettore a Goa e viceprovinciale dell'India, quando egli stesso partì per la Cina (istruzioni nei Mon. Xaveriana, I, pp. 900-23, Epist. s. Franc. Xaverii, II, pp. 391-434), ma il B., che non sapeva risparmiarsi, m. il 18 ott. 1553, allorché si aspettavano a Goa i resti mortali del Saverio, spirato a Sandiano un anno prima. Non era vissuto che sette anni in religione e cinque nell'India, ma, come il Saverio che si sforzò di imitare, scosse profondamente le anime con l'esempio d'uno zelo spinto all'ultimo limite. Le sue lettere sono state raccolte nei Documenta Indica, 1540-49, (Mon. Historica S. I., 70), Roma 1948.
BERSE (BARZEO), GASPAR
BIBL.: N. Trigault, Vita G. Barzai, Anversa 1610; D. Bartoli, Vita del p. G. B. (estratto da Dell'Istoria della Comp. di Giesù, L'Aria, Roma 1653); id., Degli uomini e dei fatti della Compagnia di Gesù, II, Torino 1847, pp. 43-64 e 172-201; W. van Nieuwenhoff, G. B., of de nederlandsche Franciscus Xaverius, Rotterdam 1870; Mon. Hist. S. I., Monumenta Xaveriana, 2 voll., Madrid 1890-1912, passim; Sommervogel, I, coll. 906-37; VII, coll. 1772; Streit, Bibl., 11 (1924), pp. 155-56. - Nuova ed. delle istruzioni del Saverio in G. Schurhammer e J. Wicki, Epistolae s. Francici Xaverii, 2 voll., Roma 1945-46, passim. Edmondo Lamalle