BERTINORO, Diocesi di. - Nella Romagna, in provincia di Forlì, suffraganea di Ravenna. Si identifica con l'antica *Cestubium* o *Sussubium*, menzionata le donazioni di Pipino alla Chiesa (*Liber Pont., ed L. Duchesne*, I, Parigi 1886, p. 454). Cavalcante, signore di *Brettanorium* (*Sussubium*), la ridonò al papa Alessandro III nel 1177 (*op. cit.*, II, 1892, p. 441). Fu eretta in diocesi nel 1360 quando, distrutta Forlimpopoli dal card. Albornoz, il vescovo Roberto Boyssel vi si trasferì stabilmente assumendo il titolo della nuova residenza. La chiesa di *Forum Popilii* è però d'origine più remota. Il successore di Roberto (m. nel 1365) fu Roberto de Bretteville (1365-78), che eresse in cattedrale la parrocchia di S. Caterina, seguito da Tebaldo Pellisier (1378-95), al quale Urbano IV confidò la giurisdizione temporale di B. e Cesena. Più tardi, Giovanni Ruffo Theodoli (1505-12) cardinale e nunzio di Leone X presso Carlo V; Andrea Caligari (1579-1613) il quale ricco
str
uì la cattedrale, Giambattista Missiroli (1701-34) che costruì il seminario.
La diocesi fu soppressa nel 1803, ristabilita nel 1817 e nel 1824 unita da Leone XII a Sarsina, fino al 1853. I vescovi di B. continuarono ad essere gli amministratori della diocesi di Sarsina sino al 1872 e poi l'ebbero spesso unita ad personam. Al presente la diocesi conta 64 parrocchie, 5 santuari mariani (Lago, Susia, Fornò, Carminate, Madonna di Fuori), 87 sacerdoti diocesani e 4 regolari con 50.000 ab. su 307 kmq. (1948).
Tra le fondazioni monastiche nel territorio di B. si notano: S. Ruffillo, abbazia benedettina di Forlimpopoli, che l'abbate Benedetto pose sotto la protezione della Sede apostolica nel 1181. Fu data in commenda al vescovo di B. e nel 1364 annessa da Pio IV alla mensa capitolare di S. Pietro in Vaticano. Nel sec. XVIII sorse una lunga contesa tra il vescovo di B. e il nullius di Forlimpopoli. Nel 1847 Pio IX sopprimeva il nullius assegnando
Forlimpopoli alla diocesi di B. e Meldola alla diocesi di Forlì. Nel 1867, scompariva anche la collegiata dei Canonici di S. Ruffillo (L. Ricci, *S. Ruffillo di Forlimpopoli*, Forlì 1914).
Sul colle di B. sorgeva l'abbazia benedettina di S. Maria in Urano, passata nel sec. XII ai Camaldolesi, che ne fecero un centro di cultura; nel 1431 vi fu eletto TRAVERSARI, AMBROGIO (v.). Distrutta da un incendio fu riedificata nel 1576 in luogo più ameno. Nella sua chiesa sono le reliquie dei ss. Maglorio, Sansone e Pascasio (A. Pasini, *B. e i suoi santi protettori*, Forlì 1932). Soppressa nel periodo napoleonico, il complesso fu conservato dai conti Manzoni di Forlì. I bombardamenti del 1944 distrussero il monastero (dal 1898 casa madre delle Clarisse del S. mo Sacramento, dette Suore di B.) e danneggiarono la chiesa, con tele del Cignani.
Nel 1228 Egidio, vescovo di Forlimpopoli, affidava ai Camaldolesi di Urano una cappella, in località detta Lago, dove si venerava un'antica immagine della B. V. Nel 1262 fu trasformata in chiesa, nota come il santuario della Madonna del Lago (inconsonata dal Capitolo vaticano nel 1704), patrona principale della città e diocesi di B. (L. Gatti, *La Madonna del Lago*, Forlì 1902).
Nel territorio di B. è anche l'abbazia di Fornò, con tempio rotondo, contenente una venerata immagine della B. Vergine, donata nel sec. XV da un corsaro convertito, Pietro di Durazzo. Passò poi ai Canonici regolari di Porto di Ravenna. Nel 700 decade, Napoleone la spogliò, Pio IX nel 1857 la salvò dall'estrema rovina (cf. P. Naddiani, *L'abbazia di S. Maria delle Grazie di F.*, Roma 1910).
Confinante con B. fu pure l'abbazia benedettina di S. Ilario di Galeata (S. Ellero), dove fu ospite papa Stefano II, reduce dalla Francia nel 754. Soppressa nel 1784 fu trasferita alla diocesi di Borgo S. Sepolcro (D. Mambrini, *Galeata nella storia e nell'arte*, Bagno di Romagna 1936).
Monumenti. - La cattedrale, dedicata a S. Caterina d'Alessandria, patrona della città, è a tre navi della fine del sec. XVII (P. Amaducci, *Ecclesia S. Catharinae de platea*, Bertinoro 1934). L'esterno, dorico, tutto in matton
