BIBBIA, FAMIGLIA

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BIBBIA, FAMIGLIA. - Architetti e decoratori teatrali, di cognome Galli, originari di Bibbiena. Capostipite dalla famiglia fu GIOVANNI MARIA; a bottega dell'Albani verso il 1642, lavorò fino al 1665. I suoi figli FRANCESCO e FERDINANDO furono gli artisti più significativi della famiglia. Il primo (1659-1739) costruì il teatro Alibert a Roma (1720) e il Filarmonico di Verona e lavorò presso le corti straniere dove erano molto ricercati i suoi scenari. Il secondo (1657-1743) operò per 28 anni nel ducato di Parma dove costruì e decorò edifici civili e sacri (chiesa di S. Antonio abate) e disegnò numerosi scenari. Nel 1708 fu chiamato a Barcellona dal re Carlo III, che seguì poi a Vienna quando fu eletto imperatore di Germania. La codificazione delle prospettive di F. B. è nei suoi trattati di teoria prospettica; fondamentale per l'architettura scenografica del '700 è l'Architettura civile preparata sulla geometria e ridotta alla prospettiva (1711) in cui è ampiamente dimostrata la maniera, trovata da F., della «veduta d'angolo».

I figli di Ferdinando proseguirono la tradizione della famiglia: ANTONIO (1700-74) fu a Vienna, a Pietroburgo, a Belgrado (celebri furono i suoi apparati funebri a Vienna e a Presburgo, per le esequie di Carlo VI [1740]). Anche in Italia svolse una intensa attività: a Siena lavorò nella chiesa di S. Agostino (dopo il 1753); eseguì le decorazioni pittoriche della chiesa dei Greci a Livorno (1763 ca.), quelle della cupola di S. Maria della Vita a Bologna, e nella stessa città lavorò nella cappella Fontana Muratori in S. Maria dei Foscheroni. Dipinse scenari e edifici teatrali a Siena, Pistoia, Pavia, ecc. L'altro figlio di Ferdinando, GIUSEPPE (1690-1757) lavorò a lungo a Vienna dove allestì feste nuziali, trionfi, scene, sacre rappresentazioni (celebri quelle della Passione), macchine sepolcrali. Il figlio CARLO (1728-80), ultimo della famiglia, lavorò a lungo a Monaco e fu ricercato in Olanda, Francia, Inghilterra.

I B., dotati di vivace talento decorativo, ricchi di fantasia, furono i più abili creatori di illusioni prospettiche; con la loro opera, di cui rimangono solo numerosi disegni sparsi nelle città d'Europa, espressero la manifestazione più spontanea della scenografia e del gusto barocco.

BIBL.: O. Pollak, s. V. in Thieme-Becker, III, pp. 596-604 (con bibl.); C. Ricci, J. B., Milano 1915 (con bibl.); G. Rouchés, Les Destins des B. au Musée du Louvre, estratto da Etudes italiennes 1928-29; V. MARIANO,, Storia della scenografia italiana, Firenze 1930, pp. 57-61; N. Pelicelli, Artisti parmigiani all'estero. I Galli B. di Parma, in Crisopoli, 3 (1935), pp. 29-40; I. B. scenografi, Mostra dei loro disegni, schizzi e bozzetti, Firenze 1940 (con bibl.); Per B. Ferdinando, cf. anche: D. Cavaliere, Due disegni inediti di F. B., in Aurea Parma, 20 (1936), pp. 131-33. Alcuni disegni originali dei B. sono posseduti dalla biblioteca dell'Istituto di archeologia di storia dell'arte di Roma. Elsa Gerlini.