BIEL, GABRIELE

BIEL, Gabriele. - Teologo e filosofo tedesco, denominato «l'ultimo degli Scolastici». N. a Spira tra il 1410 ed il 1425, m. a Schönbuch nel 1495. Studiò ai Heidelberg e ad Erfurt. Verso il 1460 si trovava a Magonza in qualità di predicatore della cattedrale. Ivi lottò molto contro l'arcivescovo Teodorico di Isenburg, deposto e scomunicato da Pio II. In questa occasione B. scrisse un Defensorium obedientiae ad Pium papam II destinatum. Nel 1468 entrò fra i Fratelli della vita comune della congregazione di Windesheim, di cui in seguito divenne priore. Il conte Eberardo di Württemberg, sostenitore dell'arcivescovo Adolfo di Nassau contro Teodorico, elesse B. a preposto capitolare di Urach. Pregato dal conte, nel 1484 B. iniziò le sue lezioni di teologia all'Università di Tubinga, fondata da Eberardo nel 1477. Nel 1492 si ritirò in qualità di prevosto a S. Pietro di Einsiedel a Schönbuch.

L'opera capitale di B. è l'Epitome pariter et collectorum circa quatuor Sententiarum libros, edita nel 1499, ma rimasta incompleta, mancandovi la trattazione sui sacramenti dell'Ordine e del Matrimonio. In essa l'a. dichiara espressamente di prendere l'Ockam per guida, e le sue dottrine non ebbero mai più chiaro espostore. Il libro divenne uno dei più diffusi manuali di teologia in Germania. In esso, oltre alle idee proprie del nominalismo, propugnate sino dal secolo precedente da teologi di rinomanza, si notano delle asserzioni che dovevano diventare poi, in un certo senso, le ispiratici della riforma protestante, specialmente sulla questione della giustificazione e dell'efficacia del sacramento della Penitenza. La dottrina sulla predestinazione, ridotta quasi alla pura prescienza divina, dimostra quanto poco quest'autore, sorto in un periodo di decadenza della scolastica, rispecchi il sano insegnamento dei maggiori teologi della Chiesa. Tuttavia non fu mai condannato da parte cattolica, sebbene i protestanti ne abbiano indebitamente fatto quasi un precursore di Lutero.

B. compose anche una Lectura super canone Missae nota anche sotto il titolo Sacri canonis Missae expositio resolutissima, litteralis et mystica (Reutlingen 1488), opera prolissa e farraginosa, ma non priva d'interesse. Anche i suoi Sermoni, destinati ad un ceto colto, furono più volte dati alle stampe (Tubinga 1500, Hagenau 1510, Basilea 1519).

Bibl.: F. X. Linsenmann, G. B. und die Anfänge der Unicersität zu Tübingen, in Theologische Quartalschrift, 47 (1865), pp. 195-226; O. Meyer, Die Brüder des gemeinsamen Lebens in Württemberg, Tubinga 1913; H. Degerring, Luthers Randbemerkungen zu Gabriel Biels Collectarium in quattuor libros Sententiarum und zu dessen Sacri canonis Missae expositio, Lione 1514, Weimar 1933; C. Ruch, s. V. in DThC, II, coll. 814-825; C. Cappuyns, s. V. in DHG, VIII, coll. 1429-135. Angelo Penna