BITONTO, DIOCESI DI

BITONTO, DIOCESI di. - In provincia di Bari. Abitata da una colonia greca della quale sono rimaste tracce di suppellettile e monete con l'iscrizione BYTONTINON fu poi conquistata dai Romani e divenne municipio, ma andò in decadenza per le inva-

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BITONTO - Portale principale della Cattedrale (fine sec. XII - inizio sec. XIII).
(fot. Alinari)
sioni barbariche. Non si hanno notizie sicure circa l'e-
rezione della diocesi di B. Molto incerto è il vescovo
attribuito alla metà del sec. VIII. Solo verso la fine
del sec. XI si può ricordare il vescovo Arnolfo (1087).
Successivamente sono noti i vescovi Bisanzio (1113),
Giovanni (1179) e due anonimi: al primo ca. il
1200 scrisse Innocenzo III, il secondo fu traslato a
Mileto da Innocenzo IV nel 1252. Poi si stabilisce
un elenco regolare fino al 1818, quando Pio VII unì
aeque principaliter B. a Ruvo, suffraganea di Bari.
Nel sec. XVI ne furono amministratori alcuni cardi-
nali come Giambattista e Gianfrancesco Orsini, Giu-
lio de' Medici e per due volte Alessandro Farnese.

B. ha conservato la sua curia episcopale con se-
minario minore; ha oltre 36.000 ab. con 15 parroc-
chie, 52 sacerdoti diocesani e 6 regolari. Si ricordano
le abbazie di S. Leone degli Olivetani e le due
femminili di S. Pietro Nuovo delle Olivetane e delle
Benedettine alle Vergini.

BIBL.: H. W. Klewitz, Zur Geschichte der Bistumsorgani- sation Campaniens und Apulieus, in Quellen und Forschungen aus italienischen Archiven und Bibliotheken (Preussisches historisches Institut), 24 (Roma 1932-33), p. 57; L.-H. Cottineau, Réper- toire topo-bibliographique des abbayes et prierés, I, Mâcon 1939, coll. 384-85. Enrico Josi

ARTE SACRA. - Monumento principale della città
è il Duomo (S. Valentino) cominciato a costruire nel
XII sec. nel luogo medesimo dove era una chiesa be-
nedettina dedicata all'Assunta e portato a compimento nel corso del '200. Nella disposizione generale
la grande chiesa ripete il modello del S. Nicola di
Bari.

All'esterno la facciata è divisa in tre zone da due lesene
che fiancheggiano il corpo centrale; questo ha uno splen-
dido portale con archi molto adorni ed un architrave con
rilievi e due grifi su colonnine sorrette da leoni. Sopra è

una coppia di bifore e quindi il rosone pur esso ricco di
decorazioni a rilievo. Il fianco ha sei arcate su pilastri e
quindi un loggiato o matronco composto di sei esafore
con trenta colonnine. Molto ricca di decorazione anche la
testata del transetto di destra con il doppio ordine di due
bifore ed una grande rosa. Bellissimo anche il tratto absidale
con una finestra riccamente intagliata e fiancheggiato da
due campanili più volte restaurati nel corso dei secoli.
L'interno imponente ed armonico, è diviso in tre navate
da 8 colonne e 4 pilastri. Lo schema della pianta è a croce
egiziana trasformata in un rettangolo per via delle cappelle
laterali che sporgono fino alla larghezza del transetto.
Bellissimi i capitelli delle colonne su cui impostano solenni
archi a pieno centro. Al di sopra sei grandi bifore e quattro
monofore per lato. La navata maggiore ed il transetto
hanno il tetto a capriate, le navate laterali invece hanno
coperture a volta ma del sec. XVIII. Nell'interno del Duomo
hanno lasciato testimonianze notevoli della loro attività
alcuni artisti pugliesi della età romanica. Primo fra tutti
quel Nicola «magister et sacerdos» che a ridosso del
pilastro di destra presso il presbiterio scolpiva nel 1220
il bellissimo ambone, e quindi quel Bonifacio che nel 1240
scolpiva il pergamo ove il rilievo è rinvigorito da incastri
di vetri colorati, e infine quel Gualtiero da Foggia che
qualche anno più tardi scolpiva il ciborio di cui rimangono
solo alcune graziose colonnine ed una cornice oggi bala-
stra del seicentesco sepolcro del card. Fabrizio Carafa.

Interessante la cripta vasta quanto la nave trasversa
e divisa in quattro navate da 30 belle colonne. Nel tesoro
si conservano alcuni reliquari e arredi sacri di pregio.
Attiguo alla Cattedrale è il seminario e il palazzo vescovile
ove sono raccolti frammenti di scultura romanica. La
chiesa di S. Francesco costruita negli ultimi anni del
sec. XIII conserva la primitiva facciata con il portale ad ogiva
e sopra una trifora con l'arco mediano più alto dei laterali.
La chiesa di S. Domenico invece è quattrocentesca. Di
qualche interesse per la storia dell'architettura sono anche
la chiesetta di S. Valentino probabilmente fondata nel
sec. XII, e l'abbazia di S. Leone. È questa una costruzione
che vanta origini molto remote (sec. III). Fino al '300
l'ebbero i Benedettini poi gli Olivetani e quindi i France-
scani. Le sue parti più antiche risalgono al sec. XIII e al XIV.
Ha finestre ed arco trionfale ad ogiva e, nell'abside, una
interessante serie di affreschi trecenteschi. Il campanile
invece è del Duecento, mentre il chiostro fu costruito
nel primo venticinquennio del Cinquecento.

Fra le costruzioni chiesastiche dell'età barocca è oppor-
tuno rammentare, oltre la chiesa di S. Gaetano e quella
del Crocefisso, anche la chiesa di S. Francesco di Paola
rifatta nel '700 con il suo alto campanile.

A B. s'incontrano di frequente interessanti edifici civili
medievali, e del Rinascimento. Fra questi ultimi sono
da ricordare la palazzina Grottola, con un piano terreno
a bugnato e quindi una loggia a due arcate; il palazzo
Sylos Labini con il bel portale quattrocentesco ed il pa-
lazzo Sylos Calò.

BIBL.: E. Bernich, L'architettura nelle Puglie: Il Monastero di S. Leo a B., in Rassegna Pugliese, 11 (1894), pp. 163-66; F. Carabellese, L'attività artistica nella città di B. attraverso il sec. XV e XVI, in Napoli Nobilissima, 8 (1899), pp. 8-11; E. Ber- taux, L'art dans l'Italie méridionale, Parigi 1904, passim; P. Toc- sca, Storia dell'Arte Italiana: il Medioevo, Torino 1937, pp. 602, 832, 906; E. Grazia, s. V. ENOCH. Ital., VII, pp. 115-16.

Emilio Lavagnino

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“BITONTO, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 971. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/bitonto-diocesi-di.