BOEZIO di Dacia. - Filosofo scolastico del sec. XIII del quale ben poco si sa. Non era domenicano né religioso né prete, ma semplice chierico, professore nella facoltà delle arti dell'Università di Parigi dove, insieme con Sigeri di Brabante, insegnava l'averosismo. Coinvolto con quest'ultimo nella condanna dell'averosismo latino fatta dal vescovo di Parigi Stefano Tempier nel 1277, dovette comparire alla corte romana. Processato e condannato alla detenzione perpetua come eretico che aveva abituato, morì in carcere prima del 1284.
Secondo alcuni avrebbe commentato tutto Aristotele, ma è noto più che altro come autore di varie Questioni di grammatica, di logica e di filosofia naturale quali De modis significandi, Sophismata logicalia, Quaestiones super Topica Aristotelis, Super librum physicorum quaestiones. Il Grabmann scoprì due altri trattati che sono il De somno et vigilia e il De summo bono sive de vita philosophi, dove lo studio della filosofia vien presentato come la suprema felicità dell'uomo con omissione, se non proprio esclusione, dell'aspetto soprannaturale della beatitudine.