BÖHMER, JUST HENNING (Bohemerus Iustus Henningius). - Giurista protestante, n. a Hannover da una famiglia di rifugiati boemi il 27 ag. 1674, m. a Halle il 29 ag. 1749. Si addottorò in diritto a Jena. Fu insegnante di diritto a Halle e consigliere di Stato sotto Federico Guglielmo di Prussia.
La sua produzione si divide tra il diritto civile e quello canonico. Quanto al primo egli è annoverato tra i seguaci del metodo pandettista tedesco, ed esercitò larga influenza anche sull'evoluzione della legislazione prussiana. Oltre a parecchie dissertazioni di diritto romano, raccolte poi dal figlio sotto il titolo Exercitationes ad Pandectus (Hannover 1745-64), scrisse un'importante Introductio in ius digestorum.
Non minore fu la fama di lui come canonista, sebbene sia da tener presente il suo vivo attaccamento alla corrente protestante. Nella sistematica del diritto canonico gli si attribuisce l'introduzione per la prima volta della distinzione tra diritto pubblico e privato, nelle sue Institutiones iuris canonici (Jena 1738). Oltre a numerose dissertazioni particolari, anche in questo campo scrisse un'opera poderosa, in cui tentò di esporre il diritto ecclesiastico dei protestanti, mantenendo nell'esposizione di esso l'ordine della materia seguito dalla raccolta delle decretali: Ius ecclesiasticum protestantium usum modernum iuris canonici iuxta seriem iuris canonici ostendens (Halle 1714-17).
Fu editore e divulgatore di opere di altri, MARCIA (v.), De concordia sacerdotii et imperii seu de libertatibus ecclesiae gallicanae libri VIII, Lipsia 1708; degli scritti di Claudio Fleury, e di altri. Anche queste sue fatiche di edizione sono determinate dalla sua tendenza riformistica e dal suo indirizzo negatore del primato della Chiesa romana.
Fu autore altresì di una delle prime edizioni critiche del Corpus iuris canonici (Halle 1747).