BOMARZO. - Antica sede vescovile del Lazio, al margine dell'altipiano che si estende verso i Monti

L. Duchesne spiegherebbe le successive denominazioni col trasferimento della sede vescovile da Ferento a B. avvenuta tra il sec. VI e VII, a causa dell'invasione longobarda. Il vescovo di Ferento si sarebbe ritirato a B., castello della sua diocesi soggetto ai Bizantini, ed avrebbe conservato alla sua obbedienza la parte rimasta mentre l'altra parte sarebbe stata incorporata da un'altra diocesi sotto il dominio dei Longobardi. Il Gams farebbe invece di B. una diocesi del 1 sec., assegnando all'anno 69 il suo primo vescovo di nome Tolomeo che invece è lo stesso s. Tolomeo venerato a Sutri, detto nella sua Passio, né antica né autorevole, « episcopus Pentapolis et Tusciae » e dalla medesima collocato sotto Claudio II (268-70). Lo stesso autore fa seguire nella serie dei vescovi di B. all'anno 545, un s. Anselmo del quale abbiamo una Vita (sec. XI: BHL, 542), contenente indicazioni cronologiche contraddittorie e luoghi comuni all'agiografia medievale, che non permettono di precisare l'età del vescovo vissuto, se mai, molto tempo dopo il 545, atteso, come osserva F. Lanzoni, il suo nome teutonico. Dopo il 1015 non si ha più notizia di alcun vescovo di B.