BONVESIN da Riva. - Poeta e maestro di grammatica, n. a Milano tra il 1240 e il 1250, m. ivi il 13 marzo 1315. Di famiglia aristocratica, entrò a far parte dell'Ordine degli Umiliati.
La sua produzione è in latino ed in volgare, con l'uso più frequente di quartine monorime in versi alessandrini. Delle opere in volgare ha maggior pregio il Libro delle tre scritture, terminato prima del 1274: in più di duemila versi narra le pene dell'inferno (scrittura nigra), le sofferenze per redimersi (scrittura rossa), il gaudio celeste (scrittura doata). Non fa cenno del purgatorio: tace, non nega; e ciò non può farlo ritenere un eretico. Con questo poema, meritevole di studio, B. è uno dei primi precursori di Dante. Operetta degna di nota è Il Trattato dei mesi. Sono anche assai apprezzati alcuni componimenti didascalici Disputatio rosae cum viola, De quinquaginta culturalitatibus ad mensam, De elemosynis, ed un volgarizzamento dei Disticha de moribus di Catone. Narratore semplice e chiaro, si prefigge di raggiungere sempre uno scopo morale, non artistico.