Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Arte Artisti

MORETTO, ALESSANDRO BONVICINO DETTO IL

English Cita

BONVICINO, ALESSANDRO rimanda qui.

Noto anche come: Moretto da Brescia

MORETTO, ALESSANDRO BONVICINO detto il. - Pittore, n. a Brescia nel 1498, m. ivi il 22 dic. 1554.

Dipinse con il Ferramola, fra il 1515 e il 1518, le ante d'organo per il Duomo Vecchio di Brescia, ora a Lovere; ma nella parte dovuta a lui (i due Santi cavalieri nell'interno degli sportelli) mostra di aver di gran lunga superato i modi ritardatari di quel mediocre pittore bresciano, e di accostarsi invece al più anziano conterraneo Romanino, con cui collabora poco dopo (1521-23) nelle pitture della cappella del S.mo in S. Giovanni Evangelista. L'influenza del Romanino, quella del Savoldo, che gli suggerisce più vigorosi contrasti d'ombra e luce (palese, p. es., nella pala con l'Assunta del Duomo Vecchio, del 1526, e nella pala con la Vergine e santi della Fabbricetta di Manerbio), quella del Lotto, da cui derivano le intenzioni romantiche di alcuni ritratti (Ritratto di gentiluomo nella National Gallery di Londra, del 1526), non incidono mai profondamente sull'arte del M., che chiarifica queste esperienze nella sua placida natura provinciale. La maturità dell'artista dà alcuni capolavori: la pala con S. Margherita e due santi in S. Francesco di Brescia (1530), la famosa Madonna del santuario di Paitone (1533), la S. Giustina della Pinacoteca di Vienna, la pala con S. Nicola che presenta tre fanciulli alla Vergine, nella Pinacoteca di Brescia (1539), di più diretta ispirazione tizianesca, le ante d'organo della chiesa del S. Corpo di Cristo della stessa città, così singolarmente precorririci degli sviluppi della pittura del '600. Sono palesi in quest'opera gli elementi formali desunti da Raffaello e da Giulio Romano, i quali in alcune opere, come la Caduta della manna e la Strage degli innocenti in S. Giovanni Evangelista, lo spingono a freddezze neoclassiche; ma in altre, come il Presepio della Pinacoteca di Brescia, il M. è sapientemente equilibrato e riassorbito nei modi lombardi, e dà alla scena una stretta unità compositiva. La composizione è ancor più serrata e raccolta e coerente nella Cena in casa del fariseo in S. Maria in Calchera. Ancora echi veneziani e di manierismo romano nella più tarda maturità (l'ultima opera datata è la Deposizione del Metropolitan Museum di Nuova York, del 1554), ma senza portare mutamenti d'indirizzo nell'arte del M., che si mantiene sempre coerente al suo chiuso gusto provinciale.

Bibliografia
BIBL.: R. Pallucchini, La pittura veneziana del Cinquecento, I, 1944, p. XLII seg. (con bibl. precedente).

Emma Zocca

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Di Emma Zocca

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 1410–1411.

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Pagina 843
vol. 8, coll. 1409–1410
Pagina 844
vol. 8, coll. 1411–1412

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Zocca, Emma. “Moretto, alessandro bonvicino detto il.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 1410–1411. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/moretto-alessandro-bonvicino-detto-il.

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Zocca, Emma. “Moretto, alessandro bonvicino detto il.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 1410–1411. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/moretto-alessandro-bonvicino-detto-il.

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