ASSUNZIONE

ASSUNZIONE - La Vergine recata in cielo dagli Angeli. Francesco Nagni - Roma, presso l'autore.

testi, riguardava Maria nella qualità di Madre di Dio. Tuttavia nel sec. VI si credeva di ravvisare in quest'ultima chiesa il luogo della sepoltura della Madonna, ed è probabile che le narrazioni degli apocrifi intorno alla morte di Maria abbiano contribuito a trasformare la celebrazione gerosolimitana del 15 ag., in una festa della morte della Madonna. Questa è oggi l'ipotesi più accreditata. Sembra che l'imperatore Maurizio (582-602) abbia ordinato che la festa della solennità, dormitio, di Maria, fosse celebrata in tutto l'impero; infatti da quel tempo essa divenne molto popolare. I bizantini premettono alla festa un digiuno di 15 giorni, fin dal tempo di Teodoro Studita (826); presso gli armeni il celebrante benedice dopo la Messa, ai piedi dell'altare, alcuni grappoli d'uva che vengono poi distribuiti agli astanti.

BIBL.: A. Baumstark, Liturgie comparée, 2a ed., Chévetogne 1939; L. Carli, La morte e l'A. di Maria S. nna nelle omelie, greche dei secc. VII, VIII, Roma 1941; B. Capelle, La fête de la Vierge d'Jerusalem, in Le Muséon, 56 (1943), pp. 1-33; M. Jugie, La mort et l'Assomption de la Sainte Vierge, sopra citata, passim, soprattutto pp. 172-211; M. Righetti, Manuale di storia liturgica, II, Milano 1946, p. 247 sgg.; A. Racs, Aux origines de la fête de l'Assomption en Orient, in Orientalia christiana periodica, 12 (1946), pp. 264-74; A. Amore, La festa della morte e dell'A. della B. Vergine nella liturgia Orientale, in Studia Mariana, I: Atti del Congresso Nazionale Mariano dei Frati Minori, Roma 1948, pp. 197-222.

b) In Occidente. - La festa dell'A. passò in Occidente per diverse vie. Nella Spagna e nella Gallia una festa mariana, in un primo tempo generica, ma poi come celebrazione dell'A. di Maria in cielo, appare alla fine del sec. VI (Gregorio di Tours ne parla nel De gloria martyrum, c. 9), ed era fissata al 18 genn. Però a Roma, Gregorio Magno (m. nel 604) non conosce ancora alcuna festa mariana particolare. Verso quell'epoca nacque una festa generica di Maria, come Madre divina «in octabas Domini», cioè il 19 genn. Soltanto con Sergio I (m. nel 701) si ha notizia di quattro feste mariane in Roma; infatti con un suo constituum, egli decreta che le feste della Purificazione, Annunziazione, A. (chiamata Dormitio) e Natività, siano celebrate con una processione solenne da S. Adriano al Foro a S. Maria Maggiore. È quindi certo che tali feste furono introdotte a Roma durante il sec. VII. Gli studiosi hanno proposto vari Papi greci, tra cui Teodoro I; tuttavia si può osservare che l'introduzione di queste feste mariane con decreto pontificio avrebbe dovuto lasciare una qualche traccia nel Liber Pont. Pare più verosimile una lenta infiltrazione probabilmente attraverso i monaci orientali emigrati in massa dall'Oriente nei primi decenni di quel secolo a causa delle invasioni persiane e arabe. La festa dell'A. prese rapidamente il primo posto tra le altre feste mariane. I testi liturgici più antichi contemplano la morte corporea di Maria, la sua corporale A. e glorificazione in cielo. Alla fine del sec. VIII la festa dell'A. aveva già una vigilia, Leone IV ne aggiunse l'ottava. Durante il medioevo a questa festa si accompagnarono diversi usi popolari, specialmente nel settentrione, come la benedizione delle erbe e delle primizie del raccolto.

BIBL.: A. Franz, Die kirchlichen Benediktionen im Mittelalter, Burburg in Br. 1909; L. Eisenhofer, Handbuch der kath. Liturgik, I, 1932, p. 595 sgg.; G. Roschini, La Madonna nella Liturgia, Milano 1942; E. Campana, Maria nel culto cattolico, I, 2a ed., Torino 1944; F. Oppenheim, Maria nella Liturgia cattolica, Roma 1944; C. Cecchelli, Mater Christi, I, 1946, p. 245; R. Righetti, Manuale di storia liturgica, II, Milano 1946, pp. 247-255; F. Antonelli, La festa dell'A. nella liturgia romana, in Studia Mariana, I: Atti del Congresso Nazionale Mariano dei Frati Minori d'Italia, Roma 1948, pp. 225-239.

V. L'A. NELLE TRADIZIONI POPOLARI. - Tra le feste in onore della Madre di Dio, quella dell'Assunta era ritenuta dal popolo la maggiore, e, in effetti, dava luogo a manifestazioni grandiose per solennità di cerimonie, partecipazione di fedeli, varietà e bellezza di usanze tradizionali. Ora la festa, quasi confusa con i passatempi del ferragosto, ha perduto molto del

Article illustration
(fot. Gioromelli)
Assunzione - La Vergine recata in cielo dagli Angeli. Francesco Nagni - Roma, presso l'autore.

suo primitivo carattere che era schiettamente sacro e largamente popolare. Poiché la sua ricorrenza cade nel colmo dell'estate, e in un periodo di pausa tra i principali lavori agricoli, le manifestazioni si intonavano alle condizioni stagionali: è il tempo più propizio per i grandi pellegrinaggi, tuttora molto in uso, specialmente in Francia.

In varie località, come, p. es., in Sicilia, le espressioni del culto popolare incominciavano col primo ag. iniziandosi in tal giorno la quindicina della Madonna: a Palermo i fanciulli giravano per le vie più popolose conducendo delle «barette» con la statua della Madonna di mezz'agosto e sostavano davanti alle case per cantare qualche strofetta in onore dell'Assunta e per chiedere qualche moneta con cui sopprire alle spese della festa. Essendosi nella stagione delle frutta, era segno di devozione, durante la quindicina, astenersi da tutte le frutta, o, almeno, da alcune qualità di esse; in compenso, il giorno della festa si usava fare copiosi doni di canestri pieni delle frutta più belle. Sempre in Sicilia, una delle usanze più caratteristiche e più tenacemente conservate è a Messina la cavalcata del gigante e della gigantesca; tale cavalcata ha luogo anche a Mistretta (Messina), ma per la festa della Madonna l'8 sett.; trattasi di curiose sopravvivenze, che trovano riscontro anche fuori d'Italia, e sono forse da riconoscervi echi e riflessi di usanze antichissime.

L'Assunta è festeggiata con particolare solennità e con pittoresche forme di culto popolare anche in altre regioni d'Italia, come in Abruzzo, dove la festa è anche detta «della Madonna della Libera», e dà luogo specialmente a luminarie e a fuochi artificiali; nelle Marche, dove, a Fermo, si compie la celebre cavalcata dell'Assunta; in Liguria e in particolare a Genova, che l'ebbe per festa di precetto fin dall'anno 856; anzi, nel sec. XVIII la consacrazione della città a Maria fu, per decreto del Senato, trasferita dal giorno dell'Annunziata a quello dell'Assunta, determinando così maggior diffusione del culto e delle manifestazioni festose in tutto il territorio della repubblica. Genova le dedicò la magnifica basilica dovuta all'arte di Galeazzo Alessi, che sorge sul colle di Carignano. Infine, a Sassari e a Nulvi, in Sardegna, figurano nella processione del 15 ag. i famosi «candeli»: altissime costruzioni di cartapesta, con lo scheletro interno di canna, che nel loro insieme hanno la forma di palme. Per maggiori particolari V. CANDELIERE.

Da ricordare anche l'Inchiata di Tivoli, cosiddetta perché a un punto della processione la statua della Vergine s'incontrava con quella del Figlio e per tre volte i due simulacri s'inchinavano sotto verdi archi trionfali.

Un po' dovunque, in molte manifestazioni del ferragosto, sono ancora riconoscibili elementi caratteristici della festa dell'Assunta. Rimandiamo pertanto anche a tale voce. - Vedi Tavv. XIX-XX.

BIBL.: G. Pitrè, Spettacoli e feste popolari siciliani, Palermo 1881; L. Mariani, La cavalcata dell'Assunta in Fermo, Roma 1890; P. Toschi, L'Assunta, in Ecclesia, 5 (1946), pp. 383-85. Paolo Toschi