ASSUERO. — Re persiano di cui si parla ampiamente in Esth. (i Settanta gli sostituiscono erroneamente «Artasere»). Ricorre ancora in Esd. 4, 6; Tob. 14, 15 (testo greco, ed. sistina); Dan. 9, 1; si discute se sia lo stesso personaggio.
Il nome greco 'Λα[α]ούγησος ο 'Ασύγησος, trascrizione dell'ebraico 'Αθασύνρός, equivale al persiano Ησα- ῥαγάα e al susiano Ικτιίσα, ossia Serse. Però in Tob. 14, 15 deve esserci uno scambio di nome, perché ivi si parla di A. conquistatore di Ninive: la metropoli assira fu espugnata (512 a. C.) da Ciassare, re dei Medi, e da Nabopolassar, re di Babilonia; dunque «Assuero» è una cattiva trascrizione di Ciassare (persiano Uvakṣātra). L'A. mentovato in Dan. 9, 1, come padre di Dario medo, la cui identificazione è problematica, è forse una glossa arbitraria. In Esd. 4, 6, A. re di Persia cui i nemici dei Giudei tornati dall'esilio fecero ricorso per ostacolare la ricostruzione del Tempio, è nominato tra Dario e Artaserse: è quindi Serse I che regnò dal 485 al 465 a. C.
Gli esegti sono anche concordi nell'identificare l'A. di Esth. con Serse I. Ciò che vi si racconta di A. si attaglia benissimo a quanto sappiamo di Serse I da Erodoto e da Ctesia. L'episodio di Esth. si rifarebbe all'anno 7° del suo regno (478).