ASTRUC, JEAN. - Medico francese, n. 11 19 marzo 1684 a Montpellier, ove si addottorò e si segnalò nel combattere la peste, m. nel 1766 a Parigi.
Convertitosi dal calvinismo, nel 1730 fu nominato medico del re Luigi XV e l'anno dopo ebbe la cattedra di medicina e farmacia al Collège Royal di Parigi.
La sua opera principale è *De morbis venereis libri novem* (Parigi 1740). Ma più che nel campo medico, si creò fama per i suoi studi filosofici e teologici (due scritti, tra l'altro, su *L'immortalité de l'âme*, ivi 1755).
È celebre negli studi biblici per l'opera (uscita non-nima) *Conjectures sur les mémoires dont il paroît que Moyse s'est servi pour composer le livre de la Genèse* (Bruxelles 1753). Primo tra i critici moderni, A. contesta l'autenticità mosaica del *Genesi* (non si occupa degli altri libri del Pentateuco) affermando che Mosè si servì di documenti antichissimi, di cui due più importanti, *Elohistico e Jehovistico*, così chiamati dall'uso dei nomi divini *Elohim* e Jehovah, ed altri minori; Mosè li avrebbe disposti in colonne, ma un copista posteriore avrebbe tutto unificato e confuso. La teoria documentaria di A. si andrà evolvendo in Germania da J. G. Eichhorn (m. nel 1827) a J. Wellhausen (v. PENTATEUCO).