AŠURA

AŠURA. - Nei più antichi testi religiosi dell'India, la parola A., che ha il suo riscontro nell'Iranico Ahura, significa spirito, dio (da asu, spirito vitale?). È epiteto di Varuna, l'onniveggente dio del cielo sidereo, la più alta figura mitologica del Rgveda (v. RGVEDA). Ma, nei testi più tardi dello stesso Rgveda e nella posteriore letteratura, A. passa a significare demonio, e non è chiara la ragione di questo mutamento. Secondo l'Oldenberg, l'epiteto di A., «spirito», veniva prevalentemente dato agli dèi dotati di oscuri poteri magici, comuni anche ai demoni; prevalse il significato di «spirito maligno» e A. divento sinonimo di demonio. Da A., erroneamente inteso come a (privativo) + sura, fu poi derivato il neologismo sura, dio. Gli Ari, invasori dell'India, chiamavano A. i sottomessi aborigeni dalla pelle nera, che non rendevano omaggio agli dèi. Non è certo se gli attuali A., tribù non aria di Chota Nagpur (Bengala), che conta 4894 membri, siano discendenti degli A. sottomessi allora dagli Ari. Non sono agricoltori, ma minatori come i loro antenati, e lavorano nelle miniere di ferro.

BIBL.: H. Oldenberg, Die Religion des Feda, Berlino 1894, pp. 162-66; F. Hahn, s. V. in Enc. of Rel. and Eth., II, p. 157. Ferdinando Belloni Filippi
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“AŠURA.” Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), p. 172. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/asura.