Enciclopedia Cattolica vol. II, 1949 Filosofia Problemi e argomenti particolari

ARTI LIBERALI

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QUADRIVIO rimanda qui.

Noto anche come: inglese: seven liberal arts; latino: artes liberales, septem artes liberales

ARTI LIBERALI - La Grammatica. Collaboratori di Andrea Pisano (sec. XIV). Rilievo nel campanile di Giotto a Firenze.
ARTI LIBERALI - La Grammatica. Collaboratori di Andrea Pisano (sec. XIV). Rilievo nel campanile di Giotto a Firenze.

ARTI LIBERALI. - Vanno sotto il nome di a. l. le discipline letterarie e scientifiche, che costituivano, durante il medioevo, l'insegnamento propedeutico alla filosofia e alla teologia. Esse erano divise in due gruppi, detti del trivio (grammatica, retorica, dialettica) e del quadrivio (aritmetica, geometria, astronomia, musica). Il nome, attraverso la tradizione latina, deriva dal greco (ἐλεύθεροι τέχναι), e designa le arti degne di un uomo libero in contrapposto a quelle mercenarie e meccaniche (βάνσωσι). La distinzione, che per la prima volta appare in Platone (De republica, 405 a; 522a), vien ripetuta da Aristotele, che trattando nella Politica (VIII, 2) dell'educazione dei giovani, definisce meccanica ogni arte o disciplina che rende l'uomo libero inadatto all'esercizio della virtù. Cicerone usa rispettivamente per le due classi i termini di «liberales» o «ingenuae» od «honestae», e «sordidae» o «inhonestae» (De officiis, I, 42).

Per quanto riguarda il loro numero, Aristotele (loc. cit.) indica come costitutive dell'insegnamento comunemente in uso nel suo tempo: la grammatica, la ginnastica e la musica, «a cui a volte si aggiunge la pittura ». Cicerone nel De oratore (III, 32) vi comprende: la geometria, la musica, la fisica, l'etica, la politica e lo studio delle lettere e dei poeti. Assai prossimo all'elenco medievale è quello dato da Quintiliano (Institutiones oratoriae, I, 10), il quale usa, a designarne il complesso, l'espressione greca ἐγκύκλιος παιδεία (« orbis doctrinae »), espressione che ci riporta all'ideale e alla pratica dell'età ellenistica. Definitivamente fermato appare l'intero complesso nello Pseudo-Cebete e nel neo-platonico Porfirio. Dopo Boezio il ciclo delle sette arti, che fin allora aveva, a seconda degli ideali di cultura, subito varie oscillazioni, è ormai d'uso universale.

La grammatica fin dagli ultimi tempi della repubblica, e poi durante l'impero, aveva per compito principale l'insegnamento delle parti del discorso, basato sulla testimonianza e l'autorità degli antichi. Varrone distingue quattro fasi nello studio della grammatica: « lectio » o lettura del testo classico; « emendatio » o commento letterale e letterario; « enarratio » o critica del testo e dello stile; « iudicium » o veduta d'insieme. Durante il medioevo la grammatica abbraccia lo studio dei grammatici e scrittori antichi e recenti. Divulgatissime e spesso commentate sono le due opere sulle 8 parti del discorso (Ars minor e Ars maior) di Elio Donato, che era stato, a Roma, maestro di s. Girolamo e il più celebre grammatico del suo tempo. Accanto a lui molto noto è Prisciano di Cesarea in Mauritania (ca. 500), principalmente per l'opera, in 18 ll., Institutio de arte grammatica. Inoltre, insieme con scrittori come Orosio, Gregorio di Toura, Boezio, la grammatica comprende la lettura dei classici latini, Virgilio, Orazio, Seneca, ecc.

La retorica era stata molto in onore presso i Romani. Modello tradizionale di questa disciplina, intesa a formare il « vir eloquentissimus » erano le orazioni greche. L'insegnamento comprendeva una parte teorica riguardante i generi di eloquenza: epidittica, giudiziaria, deliberativa, e i suoi momenti essenziali: invenzione, disposizione, elocuzione; ed una parte pratica consistente in frequenti e variati esercizi. Nel medioevo la retorica non ha primaria importanza. Teodorico di Chartres nel suo Heptatouchon ricorda come modelli da preferirsi: Cicerone, Quintiliano, Mario Vittorino.

Delle rimanenti arti liberali sembra fossero insegnate durante l'impero, la geometria (Ulpiano, Digesto 50, 13, 1)

e specialmente l'astronomia. Della dialettica, aritmetica e musica fa cenno Varrone che inoltre vi aggiunge la medicina e l'architettura. Nel medioevo ebbe grande sviluppo la dialettica, che assunse nei secc. XI-XII primissima importanza. Mentre per s. Agostino essa è ancora la scienza delle leggi regolanti l'attività della ragione o l'arte di convincere e confondere l'avversario, nel medioevo, dopo la scoperta dell'intero Organo aristotelico, essa va lentamente arricchendosi e trasformandosi, fino ad assumere i caratteri di autentica speculazione filosofica. Minore estensione ebbero nel medioevo le discipline del Quadrivio che importavano per la loro stessa natura una preparazione tecnica più specializzata. Base dell'insegnamento della matematica e dell'astronomia erano anzitutto i libri di Boezio, l'Astrolabio di Gerberto e le teorie di Euclide, nella versione di Adelardo di Bath.

I medievali trovavano già chiaramente delineato l'intero ordinamento delle a. l. nel De artibus ac disciplinis liberalium litterarum (parte 1ª, praef.) e nel De institutione divinarum litterarum di Cassiodoro. Furono queste due opere, specie di enciclopedia generale del sapere, che contribuirono a divulgare quel programma di insegnamento il quale, ripreso e rinnovato in seguito da Isidoro di Siviglia e più tardi da Alcuino, divenne, nel Trivio e Quadrivio, il canone caratteristico degli studi durante il medioevo. Tale, sia pur modesto insegnamento, assolse, particolarmente durante i secoli dell'alto medioevo, una funzione di indubbia importanza, conservando alla rinascita speculativa dei secc. XII-XIII la sostanziale continuità del pensiero e della cultura classica.

Fu appunto durante questo tempo che l'estendersi del sapere, dopo la scoperta della sintesi aristotelica, portò alla graduale svalutazione del Trivio e Quadrivio. Ma ancora Dante, secondo una probabile interpretazione dell'allegoria, giudica le a. l. indispensabile propedeutica al sapere umano quando parla del nobile castello del Limbo dove, con gli altri savi, deve entrare per sette porte (Inf., IV, 106-11). In pieno umanesimo, P. Paolo Vergerio intitola l'opera pedagogica scritta per Ubertino, figlio del signore di Carrara, De ingenuis ac liberalibus studiis. Ma già gli studi liberali sono più ricchi, e lo scopo non è più la formazione del retore o del filosofo, ma quella del condottiero e del principe.

ARTI LIBERALI - <em>La Retorica e Cicerone</em>. Disegno originale nel cosiddetto <em>Libro di Giusto</em>. Giusto Padovano (sec. XIV) - Roma, Gabinetto Naz. delle Stampe e Disegni.
ARTI LIBERALI - La Retorica e Cicerone. Disegno originale nel cosiddetto Libro di Giusto. Giusto Padovano (sec. XIV) - Roma, Gabinetto Naz. delle Stampe e Disegni.(fot. Gab. Fot. Naz.)
Bibliografia6 opere
BIBL.: Oltre le opere citate: J. Marietan, Problème de la classification des sciences, d'Aristote à s. Thomas, Parigi 1901; O. Willmann, Didaktik, als Bildungslehre, 3ª ed. Brunswick 1903; J. E. Sandy, A History of Classical Scholarship, I, Cambridge 1921; R. Laqueur, Hellenismus, Giessen 1925; per la storia delle a. l.: R. M. Martin, Arts libéraux (sept), in DHG, IV, coll. 827-843 (con bibl.); H.-I. Marrou, S. Augustin et la fin de la culture antique, Parigi 1938. Ugo Viglino-Giuseppe Maiolo

ICONOGRAFIA

La qualifica di a. l. si estende talvolta dalle a. l. annoverate nel Trivio e nel Quadrivio alla medicina e all'architettura. Personificate da Marciano Capella e dai suoi seguaci come figure femminili con determinati attributi e, per quanto risulta dalle fonti letterarie, raffigurate già nell'epoca carolingia, le a. l. compaiono secondo lo spirito enciclopedico del medioevo nei portoni delle cattedrali gotiche francesi (Chartres, Sens, Auxerre), nel pulpito di Nicola Pisano a Siena ed in quello di Giov. Pisano a Pisa, nella fonte di Perugia ed infine nell'atrio della cattedrale di Friburgo (ca. 1300). L'apogeo del concetto enciclopedico si dimostra nei rilievi del campanile di Giotto, dove le a. l. sono coordinate con le sette virtù, con i sette sacramenti, con i sette pianeti, con le a. meccaniche e con i rappresentanti delle relative discipline. Un'altra composizione di tipo enciclopedico è quella quasi coeva del Cappellone degli Spagnoli in S. Maria Novella, dove alle a. sono associati i singoli cultori celebri di esse. Fin dalla tomba di Roberto d'Angiò in S. Chiara di Napoli le a. l. sono accostate ad un defunto per magnificarne le doti, fatto che ricorre nel Quattrocento nel Tempio malatestiano di Rimini e nella tomba di Sisto IV del Pollaiolo. Con qualche aderenza al concetto medievale, le a. l. si trovano intorno a s. Tommaso in disputa con gli eretici nell'affresco di Filippino Lippi in S. Maria sopra Minerva a Roma. Assumono invece puro valore decorativo, anche se in rapporto con l'ambiente, in una porta intarsista del palazzo ducale di Urbino o nell'appartamento Borgia in Vaticano (Pinturicchio ed altri pittori) o nei pannelli attribuiti a Giusto da Gand. In seguito la concezione naturalistica che informa la pittura bandisce le allegorie; per questo motivo Raffaello nella Scuola d'Atene interruppe il vecchio schema allegorico, sostituendo i simboli delle a. l. con le sole figure dei loro massimi cultori. - Vedi Tavv. VIII-IX.

fot. Alinari particolare del piedistallo della colonna centrale del pulpito scolpito da Nicola Pisano (1266-68) - Siena, duomo.
Tav. VIII fot. Alinari particolare del piedistallo della colonna centrale del pulpito scolpito da Nicola Pisano (1266-68) - Siena, duomo.
Int. Attore particolare dell'Allegoria della Religione cattolica, affresco di Andrea Buonaiuti (1365). Firenze, S. Maria Novella, Cappellone degli Spagnuoli.
Tav. IX Int. Attore particolare dell'Allegoria della Religione cattolica, affresco di Andrea Buonaiuti (1365). Firenze, S. Maria Novella, Cappellone degli Spagnuoli.
ARTI LIBERALI - <em>La Geometria</em> - Pinturicchio (sec. XV). Vaticano, Appartamento Borgia.
ARTI LIBERALI - La Geometria - Pinturicchio (sec. XV). Vaticano, Appartamento Borgia.
Bibliografia2 opere
BIBL.: K. Künstle, Ikonographie der christlichen Kunst, I, Friburgo in Br. 1928; P. D'Ancona, Le rappresentazioni allegoriche delle a. l. nel Medioevo e nel Rinascimento, in L'Arte, 5 (1902), pp. 137-55, 211-28, 269-80, 370-83.

Kurt Rathe

Informazioni sulla voce

Di Ugo Viglino, Giuseppe Maiolo, Kurt Rathe

Fonte Ugo Viglino: firma a stampa; Giuseppe Maiolo: firma a stampa; Kurt Rathe: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. II (1949), coll. 66–70.

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Viglino, Ugo, Giuseppe Maiolo, and Kurt Rathe. “Arti Liberali.” In Enciclopedia Cattolica, vol. II, coll. 66–70. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949. https://azioneromana.com/it/article/arti-liberali.

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Viglino, Ugo, Giuseppe Maiolo, and Kurt Rathe. “Arti Liberali.” Enciclopedia Cattolica, vol. II, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1949, coll. 66–70. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/arti-liberali.

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