NICOLA, VESCOVO DI MIRA, SANTO

NICOLA, vescovo di MIRA, santo. - N. a Patara, nella Licia, fu vescovo di Mira verso la metà del sec. IV. È uno dei santi più popolari sia della Chiesa greca che della latina; ma non si hanno dati positivi circa la sua vita. Gli agiografi hanno intessuto una biografia di s. N. di Mira attribuendo gli gran parte della vita di un altro Nicola, detto Sionita, che nel sec. VI fondò un monastero a Sion presso Mira e poi divenne vescovo di Pinara nella Licia (m. il 12 dic. 564).

Nella «Praxis de Stratelate» si narra che il Santo liberò da mortale pericolo tre ufficiali al tempo di Costantino; tale narrazione fu divulgata sotto Giustiniano. A Roma la sua immagine all'inizio del sec. VIII è riprodotta nella parete della navata sinistra di S. Maria Antiqua; è nimbato, d'aspetto senile, tunica bianca, penula nera, pallio sacro e la scritta O ALTOC NIKOAAOC (Wilpert, Mosaiken, p. 708) e sta tra s. Atanasio e s. Erasmo. A Roma si hanno ben 26 chiese dedicate in suo onore e un ospedale (C. Huelsen, Le Chiese di Roma, Firenze 1927, pp. 389-408). Al Laterano il papa Niccolò I (858-67) eresse al Santo di Mira una basilica; Callisto II, dopo Worms, la rifece e dette ordine di affrescarla; l'immagine del Santo fu posta nell'abside, con libro nella destra e pastorale nella sinistra (Wilpert, Mosaiken, p. 163, fig. 43; G. B. De Rossi, Esame storico ed archeologico dell'immagine di Urbano II papa e delle altre antiche pitture nell'oratorio di S. Nicola entro il Palazzo Lateranense, in Studi in Italia, 1881, pp. 1-61). La cappella fu distrutta al tempo di Benedetto XIV. Inoltre, al tempo di Leone IV (847-55) si conoscono due oratori dedicati a s. N., l'uno presso la basilica di S. Lorenzo in Agro Verano (Lib. Pont., II, p. 112) e l'altra presso il titolo dei SS. Quattro Coro-

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NICOLA da GUARDIAGRELE - Croce processionale d'argento cesellato (1431), Guardiagrele, chiesa di S. Maria Maggiore.
nati al Celio (ibid., p. 116); un terzo oratorio fu eretto da Niccolò I (858-67) presso la diaconia di S. Maria in Cosmedin (ibid., p. 161). Nel restauro dell'oratorio di S. Lorenzo al «Sancta Sanctorum» del Laterano, fatto eseguire da Onorio III (1216-27), è l'immagine musiva di s. N. sempre in aspetto senile, barbato e con la mitra (Wilpert, Mosaiken, pp. 179-80 e fig. 56). A Costantinopoli la chiesa alle Blacherne fu eretta da Giustiniano (Procopio, De aedificiis, I, 6); un oratorio nel palazzo imperiale fu fatto costruire da Basilio il Macedone; il suo natale veniva celebrato in Costantinopoli con grande solennità (Synax. Constantinopol., Bruxelles 1900, p. 284). Tra la Francia e la Germania si possono contare non meno di 2000 chiese dedicate in suo onore; l'Inghilterra ne ha ca. 400; l'Islanda ca. 40. In Oriente la sua immagine in musaico era nella chiesa di S. Luca in Focide (sec. XI). La sua iconografia si sviluppò ancora più dopo la traslazione delle sue reliquie a Bari (per opera di alcuni mercanti, il 9 maggio 1087) dove fu eretta in suo onore una sontuosa basilica e s. N. divenne patrono della città. Si trova, ad es., nella grotta di S. Stefano a Vasto presso Otranto (sec. XII). La devozione per s. N. si manifestò in tutti i modi non solo mediante celebrazioni liturgiche, ma scegliendolo quale patrono per confraternite di giovani, di scolari, di fornai, di barcaioli; è perfino patrono dei prigionieri; viene preferito quale nome di battesimo, ecc. La enorme devozione suscitata in Puglia, dopo la traslazione del 1087, fu causa della gelosia di Benevento che, avendo una chiesa dedicata a s. N., avrebbe voluto che i pellegrini la preferissero; si giunse a scrivere un «adventus S. Nicolai in Beneventum» (BHL 6206) per esaltare i pregi di questa città contro l'inospitalità di Bari. L'iconografia è orientata sulla rappresentazione delle leggende delle tre fanciulle salvate dal disonore, dei tre giovani uccisi e risuscitati; il racconto del miracolo del vaso prezioso (BHL 6172) non è che l'adattamento d'un miracolo attribuito a s. Menna in un testo greco (BHG 1258). La leggenda più antica relativa a s. N. in Occidente è rappresentata da un manoscritto del sec. XI della Biblioteca di Karlsruhe (BHL 6119). Un'immagine musiva portatile attribuita al sec. XIII fu rubata nel Museo di Vich (Roulin, Tableau

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(fot. Alinari)

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“NICOLA, VESCOVO DI MIRA, SANTO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 1082. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/nicola-vescovo-di-mira-santo.